90 ANNI DI ASTE: CAPOLAVORI DA COLLEZIONI ITALIANE

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Tibaldi, Pellegrino

€ 40.000 / 60.000
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Tibaldi, Pellegrino

(Puria di Valsolda 1527 – Milano 1596)

STUDIO PER DUE FIGURE FEMMINILI ANNUNCIATE

Matita rossa su carta vergellata con filigrana “Cinque stelle a sei punte e losanga entro cerchio singolo” (Woodward, 151. Briquet, 6098). mm 411x282

 

Corredato da attestato di libera circolazione

 

Red chalk on laid paper. Watermark “Six pointed stars in lozengue inside single circle”. (Woodward, 151. Briquet, 6098). inch. 16.18x11.1

 

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40.000/60.000 - $ 52.000/78.000 - £ 32.000/48.000

 

Provenienza:

Collezione privata, Bologna

 

Bibliografia:

R. Roli, Due disegni di Pellegrino Tibaldi, in: “Paragone” 1987, n° 443, pagg. 34-36

 

Studio preparatorio per le figure di Santa Elisabetta e di un’ancella nell’affresco L’annunciazione della nascita di San Giovanni Battista della Cappella Poggi in San Giacomo Maggiore a Bologna.

L’opera è parte della commissione che Pellegrino Tibaldi e Prospero Fontana ricevettero da Giovanni Poggi (poi Cardinale nel 1551) nei primi anni Cinquanta del XVI secolo per decorare la cappella di famiglia. I lavori della decorazione (che comprendeva anche il secondo affresco Il battesimo delle turbe) proseguirono anche dopo la morte del committente, avvenuta nel febbraio 1556, fino al 1561, anno in cui Fontana porta a compimento la

pala d’altare con il Battesimo di Cristo.

La datazione dei lavori per la Cappella Poggi è questione ancora dibattuta; Briganti ritiene che gli affreschi siano stati eseguiti fra il 1554 ed 1556.

 

Il disegno, la cui filigrana data esattamente agli anni dell’affresco, fu già individuato e attributo da Roli nel 1987.

Numerosi i confronti utili; il disegno stilisticamente più affine è lo Studio per una Sibilla (Pierpont Morgan Library. Inv. IV.27), riferibile, almeno nella parte alta della figura, all’episodio di Ulisse e Ino nella volta della Sala di Ulisse in Palazzo Poggi. Poi, ancora per la volta principale del palazzo bolognese, lo Studio di Nudo seduto (Statens Museum for Kunst di Copenhagen. Inv. KKS11160). Infine lo Studio di Eolo presentato nel 2008 nella collezione del Metropolitan (Inv. 2007.127).

La strutturazione monumentale e statuaria della figura (che nei nudi si traduce in potente muscolarità), il segno finemente tratteggiato e raramente incrociato, il movimento quasi accartocciato dei panneggi, delineano un solido corpus di disegni del periodo bolognese degli anni Cinquanta accumunati da un’idea riformatrice della forma michelangiolesca.

 

E’ noto un altro disegno preparatorio conservato nelle collezioni Reali di Windsor (Inv. 905965) eseguito a penna e inchiostro e matita rossa, per lungo tempo considerato l’unico in relazione all’affresco dell’Annunciazione del Battista; in esso è raffigurato l’intero registro compositivo della grande opera seppur in una versione nella quale la figura di Elisabetta perde la sua monumentalità e l’impianto stesso la sua solennità e, per dirla con Roli, ove ancor preme il ricordo vistoso di Perino.

 

Formatosi alla scuola di Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo, Pellegrino Tibaldi fu pittore ed architetto, fra i

massimi interpreti del manierismo emiliano. Figlio d’arte, nacque nel 1527 da Tebaldo Tibaldi architetto; entrò ventenne nella cerchia romana di Perin del Vaga collaborando alla decorazione degli appartamenti di Paolo III in Castel Sant’Angelo. Da allora la scuola di Perino si accompagna, in una sorta di dualismo, mai completamente abbandonato, a quella michelangiolesca mutuata dalla vicinanza di Daniele da Volterra con il quale collaborerà per la decorazione della Cappella della Rovere a Trinità dei Monti. Nel 1555 fu richiamato a Bologna dal cardinal Poggi committente del ciclo omerico delle decorazioni del palazzo di famiglia e poi per le decorazioni della Cappella in San Giacomo Maggiore (della quale è attribuito a Tibaldi anche il progetto architettonico). Passato ad Ancona, Pellegrino si dedica al restauro della Loggia dei Mercanti e alle decorazioni di Palazzo Ferretti; a lui è attribuito anche il progetto della Fontana delle Tredici Cannelle e della facciata di Palazzo Bosdari.

Dopo il periodo anconetano viene chiamato a Milano dal cardinal Borromeo. La predilezione di Borromeo per l’opera dell’artista, consente a Tibaldi di consolidare la sua esperienza di architetto entro i canoni della riforma ispirata dal cardinale; egli rappresenta infatti il tramite più efficace fra la cultura figurativa ed archittetonica romana, michelangiolesca e bramantesca, e l’ambiente artistico del nord Italia. Agli anni lombardi è riferibile l’edificazione del collegio Borromeo di Pavia (1564/69), il cortile della Canonica di Milano (1565/72), la ristrutturazione del Presbiterio del Duomo di Milano (1567), le chiese milanesi di San Fedele dei Gesuiti (1569/79), di San Sebastiano (1576/1617) e San Gaudenzio a Novara (1577). Su commissione del cardinal Tolomeo Gallio progetta Villa d’Este a Cernobbio.

In Spagna dal 1586 al 1596, alla corte di Filippo II, Tibaldi conclude la sua carriera come pittore impegnato negli affreschi del chiostro e della volta della biblioteca dell’Escorial a Madrid. Tornato a Milano muore nel 1596, lasciando interrotto il progetto monumentale per la facciata del Duomo.

 

Bibliografia di confronto:

G. Briganti, Il manierismo e Pellegrino Tibaldi, Roma 1945; S. della Torre / R. Schofield, Pellegrino Tibaldi architetto e il San Fedele di Milano. Invenzione e costruzione di una chiesa esemplare, Milano 1994; V. Romani, Primaticcio, Tibaldi e la questione delle “Cose del cielo”, Padova 1997; D. Antonini, San Sebastiano: un’architettura di Pellegrino Tibaldi nella Milano borromaica, in: “Annali di Architettura” n.10/11, 1999; M. Kiefer, “Michelangelo riformato”: Pellegrino Tibaldi in Bologna, Hildesheim/Zurigo/New York 2000.