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Pittore caravaggesco, prima metà sec. XVII

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Pittore caravaggesco, prima metà sec. XVII
SAN GIROLAMO
olio su tela, cm 98x128
 
Le note qui di seguito riportate si devono a Marco Chiarini
 
“Il tema del San Gerolamo in penitenza, di origine molto antica, conobbe il culmine della sua popolarità con Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (Milano 1571-Porto Ercole 1610), e da lui si diffuse in tutta l'Europa del Seicento. Nei suoi esempi si afferma una visione terrena, crudamente realistica, del santo che, al suo tavolo dove poggia il simbolo dell'al di lá, il teschio umano, è intento alla lettura dei testi biblici. Questi elementi compaiono in questo dipinto inedito e qui illustrato per l'anima volta, opera di una personalità ancora da ricostruire, molto vicina al grande caravaggesco spagnolo Jusepe de Ribera (1591-1652). Lo "scavo" che il nostro pittore fa della testa e del torso del vecchio intento alla lettura di un lungo rotolo cartaceo è l'indizio più certo della conoscenza della pittura del Ribera: basta il confronto con i numerosi quadri del maestro spagnolo dello stesso soggetto a darcene la certezza, ma è soprattutto il confronto con il San Paolo eremita del Prado a darci la chiave interpretativa di questo quadro. La ricerca anatomica del torso, restituito nel suo aspetto quasi da "scorticato" , la lucida descrizione della testa quasi calva e scavata nelle orbite, la presenza silente ma significativa del cranio a sinistra, sono segno di un prodotto che esce dalla stessa drammatica cultura figurativa”.
Tali affinità con la pittura di Ribera emergono, nonostante alcune varianti compositive, anche dal confronto con il San Gerolamo della Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini, Roma (inv. 2330) che recava sul bordo superiore del libro la falsa firma "Jusepe de Ribera F. 1649". Un restauro del 1942 fece emergere l'esatta firma e data "Enrico So.f, 1652" restituendo quindi l'opera ad Hendrick van Somer (?, 1615-Napoli, 1684/85), pittore di grande qualità strettamente legato a Ribera, la cui personalità è tuttavia ancora problematica e in via di definizione.
 
Bibliografia di riferimento: A. Schiattarella, in Civiltà del Seicento a Napoli, a cura di E. Bellucci, Napoli 1984, I, p. 462.