Firenze, 
mar 14 Novembre 2017
Asta Live 224
31

Cennino Cennini

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Cennino Cennini

(Colle di Val d'Elsa 1370 – Firenze 1427)

MADONNA CON IL BAMBINO TRA SANTE E ANGELI

tempera su tavola, cm 52x32, con la cornice cm 62x42

 

Provenienza

Collezione privata

 

Bibliografia 
W. Angelelli, A.G. De Marchi, Pittura dal Duecento al primo Cinquecento nelle fotografie di Girolamo Bombelli, a cura di S. Romano, Milano, 1991, p. 221, scheda n. 420Wolf-Dietrich Löhr, “Fantasie und Handwerk”, Cennino Cennini und die Tradition der toskanischen Malerei von Giotto bis Lorenzo Monaco, catalogo della mostra presso la Gemäldegalerie di Berlino, München, 2008, riprodotta a colori a p. 240

Bibliografia di riferimento
M. Boskovits, Cennino Cennini: pittore nonconformista 1973 in “Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz”, 17, 1973, 1, pp. 201-222.M. Boskovits, Pittura Fiorentina alla vigilia del Rinascimento 1370-1400, Firenze, 1975

L’interessante tavola qui presentata raffigura la Vergine con il Bambino tra Sante martiri e angeli musicanti dinanzi a lei inginocchiati. Sullo sfondo un elegante drappo con motivi floreali, tenuto da due piccoli angeli, incornicia ed esalta la raffinatezza delle figure.L’opera è stata pubblicata da A.G. De Marchi in Pittura dal Duecento al primo Cinquecento nelle fotografie di Girolamo Bombelli con riferimento al Maestro di San Lucchese e a Cennino Cennini; a questo secondo artista è stata poi attribuita da Miklòs Boskovits nel 2007 come precisato nel catalogo della mostra alla Gemäldegalerie di Berlino (comunicazione scritta del 20 gennaio 2007). Pittore raro, Cennino Cennini è conosciuto principalmente per aver scritto il Libro dell'Arte, un importante trattato degli inizi del Quattrocento che riassume le esperienze tecniche maturate nei laboratori della pittura toscana del Trecento, in particolare pittura su tavola e ad affresco. Cennino nacque a Colle Val d’Elsa da padre pittore. Fu indirizzato a questa professione nella bottega fiorentina di Agnolo Gaddi. Le informazioni sulla sua vita sono poche; gli unici riferimenti cronologici puntuali provengono da due atti notarili del 1398 che attestano la sua presenza a Padova come pittore al servizio di Francesco da Carrara. Altre notizie si possono dedurre dal Libro dell'Arte; infatti nella sua "genealogia pittorica" fa riferimento al suo maestro Agnolo Gaddi, figlio di Taddeo, con cui rimase dodici anni e di cui tramanda questo ricordo: "colorì molto più vago e fresco che non fé Taddeo suo padre" (Libro dell'arte, LXVII). Cennini fu seguace della tarda tradizione giottesca, quale si tramandava a Firenze nelle botteghe degli Orcagna e dei Gaddi; se Giotto fu per lui il padre della nuova pittura, definì sé stesso "piccolo maestro esercitante nell'arte di dipintoria", forse con calcolata modestia.Nel 1973 Boskovits ha riunito attorno al nome di Cennino Cennini un gruppo omogeneo di opere articolate intorno agli affreschi con Storie di Santo Stefano dell'abbazia di San Lucchese, vicino a Poggibonsi (da qui forse la precedente identificazione con il Maestro di San Lucchese che fu invece un artista nella cerchia di Maso di Banco).Questi affreschi, tradizionalmente attribuiti a Taddeo Gaddi ma datati 1388, sono firmati con l'iscrizione "collensis patria" probabilmente riferibile ad un autore cittadino di Colle quale era appunto il Cennini. Intorno a questo ciclo Boskovits ha raccolto altre due opere legate a Colle Val d'Elsa: la Natività della Vergine proveniente da una chiesa di Colle (ora Pinacoteca di Siena), e un tabernacolo con la Madonna col Bambino, purtroppo assai alterato, ancora in una via della cittadina toscana; inoltre vi sono due scomparti di polittico (Staatliche Museen di Berlino) raffiguranti Sant’Agostino e San Gregorio e due Madonne col Bambino, una già Firenze collezione Baroni e l’altra del Monte dei Paschi di Siena (precedentemente nella collezione Hylard, Greenwich (Conn.) 1958 , e poi apparsa da Sotheby’s, New York nel gennaio del 1985, n. 44).La nostra tavola trova un plausibile confronto con le due ultime opere citate soprattutto per l’andamento del panneggio e la conformazione dei volti; anche lo sguardo azzurro della Vergine è familiare a quello del bel San Francesco di Poggibonsi.Analoga composizione infine ritorna nella tavola di collezione privata raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista, Pietro, Caterina e Lucia sempre riferita al Cennini. Questa tavola terminante in una cuspide mostra come avrebbe dovuto essere anche il nostro dipinto, che invece è stato decurtato della parte terminale probabilmente a metà dell’Ottocento per essere inserito all’interno dell’attuale cornice.