Firenze, 
mar 14 Novembre 2017
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Scuola tedesca della cerchia del Giambologna, primi anni del sec. XVII

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Scuola tedesca della cerchia del Giambologna, primi anni del sec. XVII

CRISTO CROCIFISSO E CARTIGLIO

bronzo dorato, sec. XVI, corpus cm 31x30, aureola, cm 5, cartiglio cm 5,7x7,5

 

Il bronzo è corredato da parere scritto di Giancarlo Gentilini

 

Bibliografia di riferimento

Giambologna, an exhibition of sculpture by the master and his followers from the collection of Michaell Hall, catalogo della mostra a cura di C. Avery, New York 1998.

Repertorio della scultura fiorentina del Cinquecento, a cura di G. Pratesi, Torino 2003.

Pietro Tacca. Carrara, la Toscana, le grandi corti europee, catalogo della mostra (Carrara) a cura di F. Faletti, Firenze 2007.

 

Il tema del Cristo “vivo” di questo bronzo finemente cesellato richiama la tipologia inaugurata da Giambologna nel piccolo Crocifisso eseguito nel 1578 per l’altare maggiore della Santissima Annunziata di Firenze, un’opera più volte replicata nella bottega e nella cerchia dello scultore. Ritornano assai simili la conformazione e finitura della testa e la postura in contrapposto del corpo.

L’accentuazione drammatica che qui si coglie nel doloroso lamento che pervade il volto, nelle braccia percorse da vistose vene e ancora nel perizoma dalle pieghe increspate, ha indotto il prof. Giancarlo Gentilini a ritenerlo eseguito da un artista nordico.

Nel parere scritto, che accompagna il Crocifisso qui presentato, lo studioso indica, fra i giovani forestieri che entrarono in contatto con la bottega fiorentina del Giambologna, il bavarese Hans Reichle (Shongau, 1565/70 - Bressanone, 1642), scultore assai dotato nell’arte del bronzo e nella plastica fittile, come il più plausibile autore.

Il Reichle è attestato presso l’officina giambolognesca dal 1588 al 1595, periodo durante il quale collaborò alla realizzazione del monumento equestre a Cosimo I e agli apparati per le nozze di Ferdinando I.

Nel 1601, tornato in Toscana dopo una parentesi a Bressanone dove modellò per il cardinale Andreas von Habsburg 44 statue in terracotta tinte a imitazione del bronzo, eseguì uno dei rilievi che andarono a decorare le porte del Duomo di Pisa: nell’Adorazione dei Pastori della cattedrale pisana ritorna la forte espressività del nostro Cristo e un analogo gusto decorativo nei capelli e nelle barbe minuziosamente lavorati e nell’attenta resa delle vesti. Altresì in alcuni bronzetti autonomi restituiti alla mano del Reichle, quali l’Allegoria della Primavera di Dresda (Staatliche Kunstsammlungen), datata anch’essa intorno al 1601, si possono notare i medesimi stilemi, tanto da collocare anche la scultura offerta nei primi anni del XVII secolo.