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Firenze, 
gio 26 Ottobre 2017
Asta Live 237
119

Cesare Dell'Acqua

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Cesare Dell'Acqua

(Pirano d'Istria 1821 - Bruxelles 1905)

ORIENTALE CON TURBANTE

olio su tela, cm 85x60

firmato a sinistra

 

Pittore di storia e di genere, Cesare Dell'Acqua, in piena ascesa professionale dopo aver ricevuto incoraggianti riconoscimenti ufficiali a Bruxelles, dove si era stabilito dal 1848, si accosta alla corrente "orientalista" che riscuote un crescente successo di pubblico. Non ritiene necessario effettuare viaggi mirati, come aveva fatto per la sua formazione di pittore di storia, e mette a profitto le esperienze dirette avute a Trieste dove fin da giovanetto aveva potuto osservare e appuntare le variegate fogge orientaleggianti dei pittoreschi personaggi che affollavano l'allora florido e cosmopolita emporio dell'Impero austriaco.

Contrariamente a quanto aveva fatto per il quadro storico, nel dipinto "orientalista" a olio non si impegna nella ricostruzione immaginaria dei luoghi e si limita a personaggi in prevalenza isolati. Molto attirato dalla ricchezza ornamentale veste le sue donne di costumi sempre più preziosi e sgargianti, e le adorna di accessori talvolta quasi con scrupolo documentario, reminiscenza forse del rigore descrittivo del pittore di storia.

Alcune sue opere degli anni 1860-70 non sfigurano accanto ai ritratti femminili del fondatore della scuola orientalista belga Jean-François Portaels, o a quelli di orientalisti francesi come Charles Louis Lucien Müller e Emile Vernet-Lecomte.

In questo dipinto, raffigurante una donna seduta in costume greco-albanese, di indubbio valore estetico e ammirevole fattura, Cesare Dell'Acqua si esprime attraverso una gamma cromatica molto equilibrata. Emblematica del miglior periodo della sua attività nel filone esotico l'opera è databile 1864-66 (Bibl.: Franco Firmiani, Flavio Tossi, Il Pittore Cesare Dell’Acqua 1821-1905 fra Trieste e Bruxelles, Trieste 1992, n. 53, Orientale con turbante, olio su tela, con precisa descrizione. Esp.: Asta Campo Anversa, sotto la denominazione "De Mooie Oosterse. La belle Orientale", 2.5.1991, cat. n.66.).

L'accuratezza dei dettagli ne accresce il pregio e la godibilità, specie nel fine intreccio delle dita. Con il passare degli anni l'artista muterà sensibilmente maniera, volgendosi a una più libera essenzialità formale perseguita talvolta con scioltezza impressionistica.

Rispetto a soggetti analoghi, il dipinto è caratterizzato da un'elegante sobrietà nel senso che, nonostante la ricchezza tipica del costume greco-albanese, non è appesantito da vistosi orecchini, bracciali, collane e altri elementi decorativi.

Qui tutto si concentra sulla varietà dei tessuti che fanno da cornice all'incarnato della serena bellezza del volto (dallo sguardo pacato ma impenetrabile) e della scollatura. Dalla tonalità gialla senape del turbante con piccoli pompon che ricade elegantemente sulla spalla, al cinabro intenso (molto utilizzato da Dell'Acqua) del caffetano a maniche larghe, abbottonato sotto il seno, con discreti ricami dorati sulle spalle, si passa alla contrapposizione di colori nelle striature che esaltano la leggerezza della gonna raccolta in grembo. Anche le passamanerie sono sobrie, di colore variato tra maniche della camicia e décolleté.

Frutto di un innegabile talento coloristico il dipinto rifugge da facili ridondanze confacenti ai gusti dell'epoca e denota una delicata raffinatezza.

Uno studio preparatorio, raffigurante il personaggio femminile nella stessa posizione seduta ma a figura intera e caffetano non abbottonato, è stato esposto a Bruxelles nel 2003 in una mostra di acquerelli di Dell'Acqua (Orientale au turban, tecnica mista su carta, disegno, acquerello, gouache, cm 27,5x20, firmato C. Dell’Acqua, coll. priv. Esp.: Mostra Aquarelles de Cesare Dell’Acqua. Scènes de genre, images du monde du spectacle et du cosmopolitisme, Bruxelles 2003, cat. n.7, ill.).

Nel 2012 è apparsa sul circuito Internet una tavoletta firmata e datata C. Dell'Acqua 1866 (Oriental beauty, olio su tavola, cm 23x19, firmato e datato C. Dell'Acqua 1866. Annuncio Internet Artprice n.710654 del 24.11.2012.). Si tratta di una versione molto ridotta del dipinto in oggetto con la stessa figura femminile quanto a posizione e costume, con pressappoco gli stessi colori del costume, ma con lievi differenze in alcuni dettagli e il volto di un'altra modella.

Anche queste due opere minori sono eseguite con pregevole cura e finezza sottendendo una ricerca estetizzante scevra di leziosità di maniera, caratteristica di questo periodo particolarmente felice e fecondo in cui l'insigne artista, comprovando la sua versatilità, si cimenta parallelamente nell'impegnativa realizzazione dei dipinti commissionatigli dall'Arciduca Massimiliano d'Austria per la sala storica del Castello di Miramare di Trieste.

 

Biografia

Cesare Dell'Acqua nasce a Pirano d'Istria nel 1821. Con una borsa di studio del Municipio di Trieste frequenta l'Accademia delle Belle Arti di Venezia. Conclusi gli studi, dopo soggiorni a Vienna, Monaco di Baviera e Parigi, si stabilisce nel 1848 a Bruxelles dove risiede fino alla morte nel 1905 mantenendo stretti contatti con la terra di origine e soddisfacendo a lungo commissioni provenienti dall'Italia.

Pittore di storia e di genere, alterna la pittura all'olio a quella all'acquerello. Figura fra i fondatori della "Société belge des aquarellistes".

L'Arciduca Massimiliano d'Austria gli affida la realizzazione dei dipinti che adornano la sala storica del Castello di Miramare a Trieste.

Dagli anni '70, tende a scostarsi dalle tematiche del Romanticismo storico per dar vita a spettacolari e festosi cicli decorativi riallacciabili alla grande tradizione veneta per illustri famiglie di Bruxelles e Anversa, nonché per il Conte di Fiandra, fratello del Re, e per la villa triestina di Leopoldo Vianello.

Raggiunge l'apice della carriera sul piano internazionale con la partecipazione all'Esposizione Universale di Vienna nel 1873. Espone in vari paesi europei nonché in Australia e negli Stati Uniti. Sue opere sono conservate in musei e istituzioni di varie città italiane (numerose a Trieste), europee (in Belgio, in particolare, di rilievo i quattro acquerelli nelle Collections Royales della casa regnante belga) e negli Stati Uniti.

 

Flavio Tossi, 29 luglio 2017