LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

Firenze, 
mer 14 Febbraio 2018
Asta Live 244
59

(Biografia) GIOVIO, Paolo. Elogia virorum bellica virtute illustrium veris imaginibus supposita, quæ apud Musæum spectantur. Volumen digestum est in septem libros. Florentiæ, in officina Laurentii Torrentini ducalis typographi, 1551.

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(Biografia) GIOVIO, Paolo. Elogia virorum bellica virtute illustrium veris imaginibus supposita, quæ apud Musæum spectantur. Volumen digestum est in septem libros. Florentiæ, in officina Laurentii Torrentini ducalis typographi, 1551.

In folio (355 x 227 mm). 340 [4] pp. Marca con armi medicee al frontespizio, grandi iniziali xilografiche. Mezza pelle settecentesca con angoli, dorso liscio con tassello e decorazioni dorate, tagli azzurri. Ex libris del vescovo Giovanni Battista Lambruschini al contropiatto anteriore e al verso del frontespizio, ed antica nota di possesso. Frontespizio con pallida macchia all’angolo in alto a destra e pallida gora lungo il margine esterno, che si ripropone su altre carte soprattutto nella seconda parte del libro, per il resto buona copia marginosa.

PRIMA EDIZIONE di questa opera in cui Paolo Giovio descrive la sua celebre collezione di ritratti di uomini (e donne) illustri conservata nella sua villa a Como e considerata la più ricca del tempo, fra i quali figurano: Cristoforo Colombo, Hernan Cortes, Mattia Corvino, Sigismondo di Polonia, Maometto II, Saladinus, Solimano il Magnifico, il Re dei Persiani Hysmael Sophus, il Re Muleasses Tunetanus, Francesco I di Francia, Enrico VIII d'Inghilterra, Alessandro Magno, Cesare Borgia, Castruccio Castracani, Isabella d’Aragona, Farinata degli Uberti, Francesco Gonzaga e Francesco Sforza, il Gattamelata, ecc., e vari Medici (Alessandro, Ippolito, Giuliano, Pietro ecc.), incluso Cosimo de’ Medici, al quale è indirizzata la prefazione del Torrentino. Giovanni Battista Lambruschini (Sestri Levante 1755 - Orvieto 1827) fu professore del seminario di Genova. Noto per la sua avversione alle idee rivoluzionarie, nel 1797 fu imprigionato nella fortezza di Savona. Cambiato il clima politico, ritornò a Genova come vicario generale. Vescovo di Orvieto dal 1807, accolse presso di sé Angelo Mai e padre Luigi Fortis, futuro generale della Compagnia di Gesù. Splendida l’impaginazione del Torrentino, che fa “scodinzolare” nel testo la gambetta di una grande “Q”.