Firenze, 
mar 29 Maggio 2018
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FIAT 1800 B (1966)

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FIAT 1800 B (1966)

TELAIO N. 188636

MOTORE: 6 CILINDRI IN LINEA

CILINDRATA: 1795 CM3

POTENZA: 86 cv

CARROZZERIA: BERLINA

UNA GRANDE BERLINA FIAT IN ECCEZIONALI CONDIZIONI

Nella seconda metà degli anni cinquanta la casa torinase avviò lo studio di una nuova vettura di grandi dimensioni che potesse prendere il posto delle FIAT 1400 e 1900, sul mercato dal 1950.

Anche a Torino, come in tutte le altre città automobilistiche del continente europeo, in quel periodo si guardava con molta attenzione, soprattutto per i modelli di punta, alla produzione americana. Ma Torino aveva una marcia in più, quella dei carrozzieri che permettevano la generazione e la trasmissione delle idee innovative che a Colonia, Stoccarda o Monaco arrivavano con ritardo.

Per questo, in questo scorcio di metà secolo, a Torino ebbe luogo il passaggio dalle linee tondeggianti a quelle molto più moderne a spigolo, inaugurate dalla Lancia Flamina e arrivate vent’anni dopo al loro massimo fulgore con la Fiat 130 Coupé.

La nuova ammiraglia Fiat, destinata ad una ben maggiore diffusione, ebbe una carrozzeria d'impronta americaneggiante con linee tese, grosse pinne e abbondanza di cromature. Questa carrozzeria rappresentava una rottura col passato di tale portata che, prima di deliberarla, i vertici Fiat la sottoposero all’esame di Battista Pinin Farina.

Durante la gestazione del nuovo modello, furono considerati motori tradizionali a quattro cilindri, ma anche un nuovo otto cilindri a V derivato da quello della sportiva 8V. Alla fine si decise per il quattro cilindri, a cui però fu donata una nuova e performante testata messa a punto da un neo assunto: l’Ing. Aurelio Lampredi, che proveniva dalla Ferrari.

La nuova vettura, in versione 1800 e 2100, fu presentata al Salone di Ginevra del 1959. Fu preparata anche una bella Familiare e una versione arricchita ed allungata, la 2100 Special.

Le novità più succose arrivarono però nel 1961, quando la 1800 lasciò il posto alla 1800 B (con quattro freni a disco e motore potenziato a 86 CV) e un nuovo retrotreno con balestre semiellittiche. Contemporaneamente la 2100 divenne 2300 e fu lanciata anche la 2300S Coupé.

La vettura che qui presentiamo ha avuto solo due proprietari, l’auto è stata immatricolata da nuova in Italia poi portata all’estero dove il secondo proprietario l’ha comperata per lo stato di conservazione in cui si trovava.

Tutti i particolari dell’epoca sono ancora originali e pochi anni fa è stato fatto un restauro conservativo leggero.

La selleria e gli interni sono stati rinnovati con materiali originali marchiati come da data di fabbricazione.

Il cliente che la possiede è un collezionista di pezzi unici e meticoloso nell’avere auto in uno stato di conservazione pari al nuovo.

 

La vettura è in ottime condizioni meccaniche, ma per sicurezza consigliamo all’acquirente di sottoporla a un controllo e di sostituire i fluidi, i filtri e particolari deperibili.