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mar 29 Maggio 2018
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JAGUAR E TYPE 4.2 2° SERIE OTS (1969)

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JAGUAR E TYPE 4.2 2° SERIE OTS (1969)

TELAIO N. 1R12270

MOTORE: 6 CILINDRI

CILINDRATA: 4200 CM3

POTENZA:  265 cv

CARROZZERIA: ROADSTER

UNA ROADSTER PERFETTA

 

Lanciata al Salone di Ginevra del 1961, la E Type rappresentava il frutto di dieci anni di esperienze nei quali la Jaguar, contando solo sulle proprie forze, si era sviluppata da piccola Casa provinciale a protagonista della scena mondiale. Le vittorie a Le Mans avevano sbaragliato la concorrenza delle Case più importanti, parallelamente al successo commerciale dei suoi modelli.

L’artefice di questo successo fu Sir William Lyons, fondatore e dell’azienda. A fine anni ’40 aveva intuito le potenzialità della XK120 e ne aveva fatto allestire una versione da Competizione -C Type, appunto- a cui seguì una vettura ancora più specializzata, la D Type, progettata intorno ad una struttura mista scatolata con un castello di tubi anteriore che sorreggeva il motore: la stessa struttura dello Spitfire!  Questo travaso tecnologico interessò anche l’aerodinamica, grazie ad uno specialista che Lyons aveva ‘rubato’ all’industria aeronautica: Malcolm Sayer.

Questi era un tecnico brillante non privo di un certo senso dello stile, cosa che gli permise di realizzare una bellissima ed efficientissima auto da corsa, mentre gli ex colleghi della Bristol Aeroplane Company misero a punto una vettura per Le Mans veramente brutta, la 450.

Questa qualità gli permise di dar vita anche alla E Type, che derivava direttamente dalla “D”, e fu l’unica Jaguar non immaginata da Lyons.

Anche la “E” aveva una scocca centrale alla quale era imbullonato un leggero traliccio di tubi che sosteneva il motore e la sospensione anteriore. Al retrotreno, una sofisticata unità che fungeva da trasmissione e sospensione indipendente.

La 1° Serie nacque con il collaudato motore 3.8 bialbero, cresciuto poi a 4.2 nel 1964. La Seconda Serie fu prodotta dal 1967, ed era caratterizzata da luci più potenti e visibili, da una maggiore attenzione alla sicurezza, e da un miglior raffreddamento.

Si può affermare senza esagerare che la E Type fu un vero fenomeno di costume, offrendo prestazioni fenomenali, un look elegante ma molto sportivo e una comodità da Gran Turismo ad un prezzo molto inferiore a quello delle vetture proposte dai grandi marchi concorrenti.

Se non fosse stata prodotta in così tanti esemplari, oggi sarebbe sicuramente tra le vetture più valutate del mercato: d’altronde anche Enzo Ferrari la definì “la più bella automobile del mondo”, nel libro-intervista di Gino Rancati.

Le roadster consegnate in Italia furono nove nel 1967, cinque nel 1968, quattro nel 1969 e due nel 1970. Nei quattordici anni di produzione invece, furono circa 70.000 le E Type (3.8, 4.2 e 5.3 V12; 1° 2° e 3° serie, Roadster, Coupé e 2+2) uscite dalla fabbrica di Browns Lane, Coventry.

Nel 1968 una E Type 4.2 Roadster come questa costava in Italia 4.780.000 lire. A titolo di esempio, una Lancia Flaminia Zagato costava 3.615.000 lire, una Maserati Mistral Convertibile 6.150.000 lire, una Mercedes-Benz 250 SL 4.750.000 lire esattamente come una Porsche 911S.

Ancora oggi, una E Type in ordine offre prestazioni esaltanti, ed al tempo stesso ha una grande comodità (dovuta alla sua sofisticata sospensione, in tutto simile a quella delle grandi berline di lusso Jaguar) che consente di affrontare viaggi lunghi senza problemi.

La vettura oggi in vendita originariamente fu venduta in America. Importata negli anni ’80, fu sottoposta ad un restauro maniacale durato quasi dieci anni. Per pura casualità, ho seguito personalmente le fasi di questo restauro, coordinato da uno dei massimi esperti di queste vetture, Antonio Tentori di Cazzago Brabbia (VA), che stava lavorando anche sulla mia E Type.

A parte l’impianto di riscaldamento, che il proprietario ha deciso di non montare, la vettura è stata riportata in condizioni pari al nuovo in tutte le sue componenti. Negli anni successivi essa è stata usata molto poco, e ci informa il venditore che non ha mai visto la pioggia.

Si tratta quindi di una vettura che è stata ripristinata in  modo corretto e si presenta come nuova. E’ stata pubblicata su Ruoteclassiche e in due libri dedicati alla Jaguar.

La vettura è in ottime condizioni meccaniche, ma per sicurezza consigliamo all’acquirente di sottoporla a un controllo e di sostituire i fluidi, i filtri e particolari deperibili.