Firenze, 
mar 15 Maggio 2018
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Antonio Amorosi

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Antonio Amorosi

(Comunanza 1660 – Roma 1738)

LA TENTAZIONE DI SAN BENEDETTO

LA TENTAZIONE DI SANT'ANTONIO

coppia di dipinti a olio su tela, cm 45x58,5

(2)

 

Provenienza

Londra, Heim Gallery (1969); Roma, Finarte, 16 maggio 1974; Roma, collezione Fabrizio Lemme e Fiammetta Luly Lemme; Roma, collezione privata

 

Esposizioni

Antonio Mercurio Amorosi 1660-1738. La cultura figurativa del 700 tra le Marche e Roma. Comunanza, Museo di Arte Sacra, 13 agosto – 8 ottobre 2016.

 

Bibliografia

G. Sestieri, Repertorio della pittura romana della fine del Seicento e del Settecento, Torino 1994, I, p. 14; II, figg. 17-18; C. Maggini, Antonio Mercurio Amorosi pittore (1660-1738). Catalogo generale, Rimini 1996, pp. 126-27, nn. 33 a-b; M.R. Valazzi in Antonio Mercurio Amorosi 1660-1738. La cultura figurativa del 700 tra le Marche e Roma. Catalogo della mostra, Roma 2016, pp. 48-49.

 

Da tempo noti agli studi sul Settecento romano e a lungo assenti, invece, dal mercato dell’arte, i dipinti qui presentati costituiscono una delle prove più raffinate della produzione di Antonio Amorosi, e addirittura un episodio del tutto eccezionale in una carriera dedicata, come si sa, alla scena di genere di piccolo formato, settore in cui l’artista marchigiano non ebbe rivali nella Roma tra Sei e Settecento.

Rare e di scarsa fortuna le opere di destinazione pubblica commesse ad Amorosi nei primi anni del secolo, tali comunque da confermarlo nella scelta di dedicarsi a un genere che, sebbene minore agli occhi della cultura accademica, riscuoteva comunque un discreto successo presso i collezionisti privati e, dopo le prove dei Bamboccianti alla metà del Seicento, aveva conosciuto nella seconda metà del secolo una variante di grande fortuna ad opera di Eberhard Keil, il Monsù Bernardo con cui a lungo Amorosi fu appunto confuso.

Nelle scene qui offerte persiste in effetti il gusto aneddotico e descrittivo che caratterizza la produzione più nota di Antonio Amorosi e che possiamo riconoscere anche nella cura dedicata agli oggetti, accessori di scena che nella Tentazione di San Giacomo sono raffigurati con la cura di uno specialista in natura morta.

Particolarmente raffinata, ed esaltata da un perfetto stato conservativo, la scelta cromatica che, in entrambe le scene, declina in diverse sfumature il bianco, il rosa e il marrone, in una ricerca di grazia elegante – assolutamente riuscita e in questo caso – del tutto conforme agli ideali dell’Arcadia.

Anche negli sfondi paesistici Amorosi si mostra perfettamente aggiornato su quanto a Roma, negli stessi anni, veniva proposto con universale successo da Jan Frans van Bloemen e dai suoi seguaci.