ARCADE | DIPINTI DAL XIV AL XX SECOLo

Firenze, 
mar 26 Febbraio 2019
Asta Live 290
180

Giuseppe Bacigalupo

€ 10.000 / 18.000
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Giuseppe Bacigalupo

(Pian dei Preti, 1744 – Genova, 1821)

PAESAGGI CON PASTORI E VIANDANTI

coppia di dipinti, olio su tela, cm 71x85,5

(2)

 

LANDSCAPES WITH SHEEPHERDS AND WAYFARERS

a pair of paintings, oil on canvas, cm 71x85,5

(2)

 

Provenienza

Già Genova, villa Saluzzo Mongiardino

 

Bibliografia di riferimento

F. R. Pesenti, L’illuminismo e l’età neoclassica, in La pittura a Genova e in Liguria dal Seicento al primo Novecento, II, Genova 1987, pp. 349-375; L. Rossi, Giuseppe Bacigalupo, in E. Gavazza, L. Magnani, Pittura e decorazione a Genova e in Liguria nel Settecento, Genova 2000, p. 421; A. Orlando, Dipinti genovesi dal Cinquecento al Settecento, Torino 2010, pp. 24-26.

 

Protagonista della pittura di Giuseppe Bacigalupo è la natura e i suoi personaggi, tratti dai testi evangelici e mitologici o, come nel nostro caso, pastori e viandanti, abitano sempre ampi scenari esemplati sulla campagna romana.

Durante i sei anni trascorsi a Roma, a partire dal 1772, dove era entrato in contatto con Mengs, Batoni e i fratelli Unterberger, l’artista genovese aveva scoperto la sua inclinazione per la pratica del genere paesaggistico, recandosi spesso nei dintorni della città a dipingere quadri immerso nella natura. A questa ricerca del reale, Bacigalupo aveva comunque affiancato lo studio dei modelli della pittura di paesaggio seicenteschi, quali Domenichino, Poussin, e Lorrain.

Rientrato a Genova nel 1779, si afferma pertanto presso l’aristocrazia locale quale esecutore di scene paesaggistiche, spesso realizzate in serie di quattro o più, tra cui la più famosa è quella composta di sei tele con storie mitologiche commissionatagli da Giacomo Filippo III Durazzo per una stanza del suo palazzo in via Balbi, ancora oggi nota come “Sala del Bacigalupo” (collezione Durazzo Pallavicini Cattaneo Adorno).

La coppia di tele presentata proviene da uno dei salotti di villa Saluzzo Mongiardino, fatta edificare all’inizio del XVIII secolo sulle colline di Albaro a Genova: altre due tele con identica provenienza, caratterizzate dalla medesima atmosfera elegiaca e inserite in medesime cornici intagliate e dorate, sono state pubblicate nel catalogo della Galleria Giamblanco del 2014.

La lucida descrizione del dato naturale attraverso minute e calibrate pennellate viene stemperata dall’attento dosaggio della luce dai toni dorati che restituisce quella visione sentimentale e arcadica che fanno del Bacigalupo il continuatore della pittura di “paesaggio ideale”.