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VIBIA SABINA O DIVINITÀ

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VIBIA SABINA O DIVINITÀ

MONDO ROMANO, METÀ II d.C.

 

Testa in marmo bianco a grandi cristalli (marmo greco insulare?), fratta alla base del collo e lievemente volta verso sinistra. Raffigura una giovane donna, dal volto ovale pieno, con grandi occhi, naso diritto, piccole labbra schiuse e con labbro inferiore più sottile rientrante. La chioma presenta una scriminatura centrale da cui si dipartono le singole ciocche, tirate indietro e raccolte sulla nuca. Due corte ciocche arcuate scendono davanti alle orecchie. Sul capo è posto un diadema semilunato modanato nel suo tratto superiore e fissato sulla testa da un nastro. I passaggi di piano sono resi da un modellato tenue a rendere l’incarnato del volto. I fori di trapano a rendere i lati della bocca, le orecchie e le caruncole lacrimali. H. 21,5 cm.

La testa, edita in una breve nota - E. Moscetti, Su una testina marmorea attribuita a Vibia Sabina, in Annali Associazione Nomentana 2013/2014, 47-48 - è un prodotto di elevata qualità formale databile intorno alla metà del II secolo d.C., fra l’età adrianea e quella antonina. Questo può essere ipotizzato anche grazie all’indicazione delle iridi e delle pupille. Nella testa, già identificata come ritratto giovanile dell’imperatrice Vibia Sabina (86 - 136/137 d.C.), moglie di Adriano, si può probabilmente riconoscere l’immagine di una figura divina. In entrambi i casi è particolarmente evidente l’adesione ai modelli formali classicistici.

 

Provenienza

Area della Basilica di San Vincenzo, Tivoli

Collezione Paolo Sinibaldi