Arcade | Libri, Argenti, Porcellane e Maioliche, Numismatica

lun 16 - mar 17 Dicembre 2019
Asta Live 323
4

CARTE LEOPARDIANE

Offerta Libera
€ 6.000 / 8.000
Stima
Offerta Libera
Valuta un'opera simile

CARTE LEOPARDIANE

Il "Frammento di Bozza di Lettera al Padre Monaldo" è stato ritirato

Bell’insieme di documenti relativi a Giacomo Leopardi, provenienti dalla collezione del Professor Emilio Costa (1866-1926), giurista e professore di storia del diritto romano a Parma e a Bologna, nonché studioso di letteratura, e in particolare di Giacomo Leopardi. Scrisse tra l’altro Lettere di Paolina Leopardi a Marianna Brighenti pubblicate da Emilio Costa, Parma, Luigi Battei, 1887, e Lettere inedite di Giacomo Leopardi e di altri a’ suoi parenti e a lui per cura di Emilio Costa, Clemente Benedettucci e Camillo Antona-Traversi, Città di Castello, S. Lapi, 1888, che si allegano al lotto.

 

LEOPARDI, Giacomo (1798-1837)

 

Lettera autografa firmata in 16mo, scritta una pagina, datata venerdì 4 novembre e indirizzata al Marchese Giuseppe Melchiorri, residente in “Via Palombella / Palazzo Melchiorri” con il quale Leopardi si scusa per non essere riuscito a vederlo la sera prima “a cagion del tempo” e al quale spiega di avere deciso “di restare in questa casa per evitar l’incomodo de’ traslocamenti; mutando però le stanze e l’ingresso, e scemando la pigione […]. Questa sera, se posso, ci rivedremo. Addio Addio”. La lettera reca alla terza facciata una dichiarazione di autenticità del Melchiorri stesso (“Il presente biglietto dal mio ottimo cugino Conte Giacomo Leopardi è tutto di suo carattere”), scritta il 3 marzo 1849. Giuseppe Melchiorri (1796-1855) era il figlio di Fernandina Leopardi, sorella di Monaldo, e quindi cugino di Giacomo. Intrattenne con lui una fitta corrispondenza tra il 1822 e il 1832.

 

Frammento autografo di bozza di lettera al padre Monaldo (non datato, ma la lettera, ben nota, fu scritta a Pisa il 24 dicembre 1827): “Le dico / dunque e le protesto con tutta la possibile verità, innanzi a Dio, che io l’amo tanto teneramen / te quanto è o fu mai possibile a figlio alcuno di amare il suo padre; che io conosco chia / rissimamente l’amore che Ella mi porta, e che a’ suoi benefizi e alla sua tenerezza io / sento una gratitudine tanto intima e viva, quanto può mai essere gratitudine umana; che / darei volentieri a Lei tutto il mio sangue, non per solo sentimento di dovere, ma di amore, o / in altri termini, non per sola riflessione, ma per efficacissimo sentimento.” Minime tracce del tempo.

(2)

 

LEOPARDI, Paolina (1800-1869)

 

Annuncio della morte del fratello Giacomo all’amica Marianna Brighenti (1808-1883), conservato tra due vetri e incorniciato. Lunga lettera autografa in 8vo, scritte 4 pp., su carta con sigillo, datata “Recanati, 1 luglio 1837, indirizzata a “A Madame Marianna Brighenti / prima donna au Théâtre Royal de Madrid”: “Piangendo e delirando pel dolore vengo a gittarmi / tra le tue braccia, o Marianna mia […]” Cfr. Emilio Costa, Lettere di Paolina Leopardi a Marianna Brighenti, pp. 188-191. Paolina Leopardi iniziò a scrivere a Marianna Brighenti il 21 ottobre 1829, “per incarico dello stesso fratello Giacomo, […] per chiedere notizie della famiglia, cordialmente amata da Giacomo: fu questo l’inizio di un lungo, interessante carteggio (le lettere più importanti sono quelle scritte dal 1830 al 1840), nutrito d’affetto e di comprensione, al quale presto prese parte anche Anna Brighenti. Dal 1829 al 1869, anno della morte di Paolina, l’amicizia della B. con la sorella del Leopardi durò inalterata e fu di scambievole aiuto e conforto.” (Treccani) La lettera presenta solo una piccola mancanza semicircolare (senza perdite di testo) lungo il margine esterno, laddove esso era chiuso dal sigillo tondo.

 

Quindici lettere in 8vo a Marianna Brighenti e una a suo padre Pietro Brighenti (1775-1848). Le 15 lettere sono su carte di colore diverso, datate dal 1842 al 1847 circa (quella a Pietro Brighenti 21 aprile 1846), ma molte senza data, alcune con timbro a secco “Bath” in alto a sinistra, e indirizzate a Marianna Brighenti a Modena, Forlì, Pisa, Bologna e Modena per Vignola. Sono missive lunghe e fitte, per un totale di circa 50 pagine scritte, con contenuti di notevole interesse storico, essendo presenti riferimenti alla situazione anche politica dell’epoca. Minime tracce del tempo. Cfr. l’allegato Emilio Costa, Lettere di Paolina Leopardi a Marianna Brighenti, 1887.

 

Piccolo ritratto fotografico di Paolina montato su cartoncino bordato di rosso (104 x 63 mm) a firma Carlo Grolli, Parma, con scritta al verso in inchiostro blu “Recanati 27 novembre 1886 / Questa copia fu tratta vera / mente dall’originale da / me posseduto. P. Leopardi”, seguita da note G. Leopardi Jun. e del Professor Emilio Costa.

(1 quadretto, 16 lettere, 1 fotografia, 1 libro)

 

 

BRIGHENTI, Pietro (1775-1848)

 

Parte di Copia del Carteggio / di Giacomo Leopardi coll’Avv. P. Brighenti. / La copia è di mano dello stesso Brighenti.” 2 quaderni in 4to di 25 e 24 carte, contenenti copie di lettere di Leopardi datate dal 21 settembre 1818 al 9 febbraio 1827. La corrispondenza documenta lo sviluppo del rapporto tra Leopardi e Brighenti, chiamato “Stimatissimo Signore” all’inizio e “Mio caro” nelle lettere finali. Il copialettere si interrompe lasciando supporre che esso comprendesse altri quaderni. Minime tracce del tempo.

(2 quaderni)

 

LEOPARDI, Monaldo (1776-1847)

 

Due lettere autografe firmate, in 4to grande, all’avvocato Pietro Brighenti, la prima datata “Recanati li 9 aprile 1820”, scritte 3 pagine (un po’ sciupate ai margini), la seconda datata “Recanati 27 maggio 1820”, scritta fronte e retro. Nelle due missive, Monaldo parla in modo accorato del figlio Giacomo, e del difficile rapporto con lui: “Il Figlio si è ostinato nel più rigoroso silenzio. Bramoso di stimarlo quanto lo amo, mi guarderò dal minorarlo nel cuor e nella opinione altrui. In ogni modo io gli aveva disapprovata le Canzoni Sull’Italia e Dante, e vietato il pubblicare quella sulla Donna morta. Il giudizio e gli ordini miei dovevano rispettarsi da lui, e li suoi tentativi furono un delitto.” Cfr. Lettere inedite di Giacomo Leopardi e di altri a’ suoi parenti e a lui per cura di Emilio Costa, Clemente Benedettucci e Camillo Antona-Traversi, Città di Castello, S. Lapi, 1888, pp. 165-167 e pp. 207-208.

(2)

 

VIANI, Prospero (1812-1892)

 

Quattro lettere autografe firmate in 8vo a Marianna Brighenti, scritte da Roma tra il gennaio e l’aprile 1882, tre su carta intestata “R. Liceo-Ginnasio Umberto I”, in tutto 12 pp. scritte. Viani, studioso della corrispondenza leopardiana, insiste affinché la Brighenti gli parli del suo rapporto con Giacomo e gli consegni eventuali lettere. “Marianna dite la verità: è vero che Giacomo Leopardi fu innamorato di voi, e che voi ne possedete lettere amorose? […] Ditemi, cara la verità, e se avete lettere, non le stracciate.” La missiva successiva lascia intendere un drastico tentativo di discolpa da parte della Brighenti, alla quale Viani risponde “Credo a quanto scrivete del povero Leopardi. Ma, se fosse stato vero, che male vi sarebbe stato per lui e per voi? Io ve ne scrissi appunto per appurare la verità; ed ora farò sapere a chi lo diceva che nulla v’è di vero. Tranquillatevi: la cosa finisce qui.” Viani chiede poi copia dell’unica lettera di Leopardi in possesso della Brighenti, che non se ne vuole assolutamente separare. Nella lettera successiva, Viani torna sull’argomento e tranquillizza la Brighenti sul di lei rapporto con Leopardi: “sappiate che a quest’ora il nipote di lui conosce l’inesattezza del fatto. Egli è per altro un gran minchione”. Si scopre nella quarta missiva che la Brighenti ha perso la lettera di Leopardi, ma Viani insiste ancora “cercate la Leopardiana, cercatela se volete che io voli a Modena”.

(4)

 

LEOPARDI, Carlo (1799-1878)

 

Due brevi lettere autografe firmate all’avvocato Pietro Brighenti, ciascuna di 1 p. in 4to, entrambe scritte da Ancona nel novembre 1845, in cui parla di libri (tra cui un “Florilegio di eloquenza”). Carlo era fratello di Giacomo.

(2)

 

LEOPARDI, Pietro (ie Pierfrancesco, 1813-1851)

 

Lettera autografa firmata al letterato fermano Francesco Papalini, 1 p. in 8vo, datata “Recanati 25 aprile 1846”, in cui si lamenta di non aver ricevuto la sua “Arena Picena”. Minime tracce del tempo.

(1)

 

BRIGHENTI Marianna e Anna (m. 1881)

 

Sedici lettere in 8vo alla Marchesa Marianna Bulgarini Campori, di cui 10 di Marianna, 1867-68 e 6 firmate Anna e Marianna, 1866-67, più 2 lettere ad un signore. Minime tracce del tempo.

(16)

 

[SI AGGIUNGONO:] Due lettere di personalità storiche vicine al Leopardi: MAI, Angelo (1782-1854). Lettera autografa firmata in 4to di una pagina, datata “Roma 9 aprile 1853”. Carlo PEPOLI, Carlo (1796-1881). Lettera autografa firmata di una pagina in 4to, datata 2 dicembre 1825, al Conte Leopoldo Armaroli (sciupata).

(2)

 

[SI AGGIUNGONO:] Varie lettere indirizzate al Professor Emilio Costa da membri della famiglia Leopardi e da vari studiosi, tra cui: LEOPARDI, Giacomo Juniore. Tre lettere autografe firmate, 1886-1888, con buste. LEOPARDI, Teresa. Quattro lettere autografe firmate, 1886-1887, con le minute di risposta alla mittente da parte di Costa, e corredate per lo più di buste, un biglietto firmato “Sofia Leopardi”.

 

A vast ensemble of original handwritten material relating to Giacomo Leopardi, from the collection of Professor Emlio Costa. Detailed description and additional images upon request.