Dipinti del XIX secolo

Firenze, 
mar 8 Giugno 2021
Asta Live 1055
93

Domenico Morelli
(Napoli, 1826 - Napoli, 1901)

Domenico Morelli

€ 20.000 / 30.000
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Domenico Morelli

(Napoli 1826 - Napoli 1901)

MiCHELANGELO CHE NEGA IL SUO AIUTO A FORTIFICARE FIRENZE

olio su tela, cm 70x60

firmato in basso a destra

 

MICHELANGELO DENIES HELP IN FORTIFYING FLORENCE

oil on canvas, 70x60 cm

signed lower right  

 

Esposizioni

Domenico Morelli e il suo tempo. Dal romanticismo al simbolismo 1823-1901, Castel Sant'Elmo, Napoli, 29 ottobre 2005 - 29 gennaio 2006

 

Bibliografia

A. Villari in Domenico Morelli e il suo tempo. Dal romanticismo al simbolismo 1823-1901, catalogo della mostra (Napoli, Castel Sant'Elmo, 29 ottobre 2005 - 29 gennaio 2006) a cura di L. Martorelli, Napoli 2005, pp. 78-79

 

 

Autore della tela qui presentata è Domenico Morelli, uno dei protagonisti del rinnovamento della pittura a Napoli e in Italia nella seconda metà dell’Ottocento. Il dipinto risale alla prima fase della carriera artistica del Morelli, quando dopo il confronto con la pittura dei Macchiaioli inizia ad assumere uno stile meno accademico e più libero, soprattutto nell’uso del colore, dando vita a uno stile personale che amalgama verismo, tardo-romanticismo e modelli neoseicenteschi. Nella nostra tela, databile al 1855 ritroviamo una sintesi della sua arte, caratterizzata dall’interesse psicologico e letterario del soggetto e dalla ricerca di effetti drammatici e teatrali.

Al centro della composizione il Duca Alessandro de’ Medici siede davanti ad una planimetria, e si volge a sinistra verso un Michelangelo fosco in volto e dalla lunga barba, con la mano destra atteggiata in un gesto di diniego. È un Michelangelo repubblicano, antagonista del duca Medici, che, conscio della propria grandezza artistica, dà dimostrazione del proprio carattere ribelle e testardo. Il dipinto posto davanti allo scrittoio ritrae plausibilmente Papa Clemente VII Medici, il quale dopo il sacco di Roma fece voto di farsi crescere la barba. Le fonti per la composizione del dipinto furono i romanzi storici, ma anche Francesco Domenico Guerrazzi, scrittore-patriota mazziniano i cui testi erano molto amati dalla gioventù artistica italiana per l’enfasi teatrale della prosa e il sottinteso messaggio politico. Lettore attento e appassionato, il Morelli, che negli anni ’50 partecipava del clima di reminiscenze del passato italiano in chiave patriottica divulgato anche grazie alla popolarità del Guerrazzi, chiedeva conferma all’amico Pasquale Villari riguardo all’esattezza storica di quanto narrato; proprio le fattezze e l’abbigliamento dei personaggi, così come l’arredo e la pianta della Fortezza, rendono ancora più vero e incisivo il fermo diniego dell’anziano, fiero Michelangelo. In anni di ancora vivace partecipazione politica, seppure indirettamente, Morelli si schierava quindi dalla pare della libertà civile e dell’autonomia artistica.