Dipinti del XIX secolo

Firenze, 
mar 8 Giugno 2021
Asta Live 1055
83

Pietro Benvenuti
(Arezzo, 1769 - Firenze, 1844)

Pietro Benvenuti

€ 10.000 / 15.000
Stima
Aggiudicazione
Valuta un'opera simile

Pietro Benvenuti

(Arezzo 1769 - Firenze 1844)

SAN SEBASTIANO CURATO DALLE PIE DONNE

olio su tela, cm 138x131

 

SAINT SEBASTIAN TENDED BY THE HOLY WOMEN

oil on canvas, 138x131 cm

 

Esposizioni

Pittore imperiale. Pietro Benvenuti alla corte di Napoleone e dei Lorena, Firenze, Galleria d'Arte Moderna e Galleria Palatina, Palazzo Pitti, 10 marzo-21 giugno 2009

 

Bibliografia

U. Pasqui, Nuova Guida di Arezzo e de' suoi dintorni compilata sui documenti, Arezzo 1882, pp. 90-92

U. Viviani, Le opere del pittore aretino Pietro Benvenuti, in Arezzo e gli aretini. Pagine raccolte dal Dott. Ugo Viviani, Arezzo 1921, p. 179

C. Sisi, Disegni dell'Ottocento della collezione Batelli, Firenze 1987, pp. 35-36

L. Fornasari, Dipinti e disegni d Pietro Benvenuti nelle collezioni private aretine. Aggiunte al catalogo del 1969, in «Antichità Viva», XXXV, 1996, 5-6, pp. 14-15

L. Fornasari, Pietro Benvenuti, Firenze 2004, pp. 119-123

L. Fornasari, Oltre le stanze della Fraternita dei laici: le collezioni, in L. Fornasari, A. Giannotti,  Arte in terra d'Arezzo. Il Settecento, Firenze, 2006, pp. 214-215

Pittore imperiale. Pietro Benvenuti alla corte di Napoleone e dei Lorena, catalogo della mostra (Firenze, Galleria d'Arte Moderna e Galleria Palatina, Palazzo Pitti, 10 marzo-21 giugno 2009), a cura di L. Fornasari e C. Sisi, Livorno 2009, pp. 84-85

 

Il dipinto che presentiamo in questa vendita fu eseguito da Pietro Benvenuti a Roma per il Marchese Albergotti e raffigura San Sebastiano nel momento in cui le Pie Donne estraggono le frecce.

La prima menzione del quadro con il San Sebastiano si ha in una lettera che Giuseppe Del Frate, amministratore romano degli Albergotti, committenti dell’artista, invia al marchese aretino nell’agosto del 1793. Tale documento ha permesso collocare la datazione del dipinto ai primi anni del soggiorno romano del pittore, confermando la precocità con cui il Benvenuti aderì inizialmente alla visione neoclassica davidiana, un interesse condiviso con l’amico e collega Vincenzo Camuccini insieme alle comuni riflessioni sul classicismo seicentesco francese e italiano e lo studio delle opere di Carracci, Domenichino, Guido Reni e Poussin. Oltre all’interesse per il maestro francese, il dipinto Albergotti, ancora ricordato nella casa patrizia aretina da Ubaldo Pasqui nel 1882, rivela l’attenzione che il giovane Benvenuti coltivava per il nuovo classicismo di origine raffaellesca che si evince anche nella composizione piramidale del gruppo centrale.

Del dipinto presentato in catalogo esiste anche il bozzetto (olio su tela, cm 28x23), in collezione privata, e molti disegni preparatori, tra cui ricordiamo quello prossimo alla redazione finale conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (inv. 109563) (L. Fornasari, Pietro Benvenuti, Firenze 2004, pp. 119-123).