ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Milano, 
mer 21 Giugno 2023
Asta Live 1202
29

Carla Accardi ©  
(Trapani, 1924 - Roma, 2014)

CARLA ACCARDI

€ 35.000 / 55.000
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CARLA ACCARDI

(Trapani 1924 - Roma 2014)

Turchese-arancio

1961

tempera alla caseina su carta intelata

cm 47,5x67,5

firmata in basso a destra

al retro timbro Galleria d'Arte La Riva, Teramo

 

L'opera è accompagnata da autentica su fotografia n. 4/12 e firmata dall'artista.

L'opera è registrata presso lo Studio Accardi col n. 22 bis.

 

 

 

 

“Vissuta in Sicilia fino ai vent’anni, ho assorbito molto di quella luce e di quei colori mediterranei e dello spirito di confine che vi si respira, e dei resti delle civiltà antichissime che vi sono fiorite.”

 

Carla Accardi

 

Carla Accardi è tra le figure femminili di spicco dell’arte italiana contribuì, sin dai primi anni del periodo postbellico, all’elaborazione di una filosofia e uno stile innovativo nell’arte. Fu l'unica donna tra i fondatori del gruppo Forma 1, dedicandosi alla ricerca delle forme astratte sin dalla fine degli anni ‘40. Il gruppo Forma 1 nacque dal titolo della rivista omonima (uscì solo la prima pubblicazione) una dichiarazione d'intenti del gruppo il cui lo scopo era costruire un linguaggio che potesse conciliare posizioni opposte, superando la figurazione, ma liberandosi anche dal rigore della geometria, per avvicinare il formalismo e il marxismo, fino a quel momento considerati inconciliabili, per creare una mediazione fra i due linguaggi dell'arte più in voga in quel periodo: astrattismo e realismo.

 

Femminista e sperimentatrice  si è imposta nel mondo dell'arte in un periodo in cui le istanze della pittura erano di competenza pressoché maschile,  è stata una delle prime artiste donne legate all'astrattismo a ricevere un ampio riconoscimento sulla scena internazionale, Germano Celant fu tra i primi ha sottolineare la sua carica innovativa.

Dopo il periodo dell’uso prevalente del bianco e del nero, a compimento delle forme non immediatamente decifrabili, a partire dagli anni Sessanta l’artista accentua l’interazione tra diversi piani spaziali usando pigmentazioni più intense e squillanti dando vita a un’esperienza che trascende i confini tra l’interno e l’esterno, tra guardare e leggere, tra vedere e percepire.

 

La capacità di attingere al proprio universo interiore, mettendo in questione i fondamenti stessi della pittura, attraversa l’opera dell’artista dagli esordi fino alla sua ultima opera. La scelta di non-rappresentare ma piuttosto di mostrare l’impeto vitale è evidente nei quadri che sceglie di dipingere a terra a metà degli anni Cinquanta. L’insieme che i segni compongono intrecciandosi e inserendosi sulla superficie del quadro – dice l’artista – rappresenta con infinite varianti la vita, e indica all’osservatore un modo per riconoscersi e capirsi. Il rapporto dialettico tra i cromatismi e la materia compatta produce inedite interazioni ottiche, accentuando il valore emotivo dei segni e la loro capacità di istituire un contatto quasi fisico con l’osservatore. Carla Accardi ebbe una lunga vita con diverse fasi sia artistiche sia ideologiche, ma sempre fedele a se stessa e alla sua identità di donna.

 

 

 

 

 

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