SCULTURE DAL XV AL XIX SECOLO

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Libero Andreotti
(Pescia, 1875 - Firenze, 1933)

Libero Andreotti

€ 10.000 / 15.000
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Libero Andreotti

(Pescia 1875 - Firenze 1933)

VENDITRICE DI FRUTTA

bronzo, cm 70x42x27

siglato sul retro

 

FRUIT SELLER

bronze, 70x42x27 cm

initialled on the reverse

Esposizioni

Libero Andreotti, Mesola, Castello Estense, 5 settembre – 31 ottobre 1993

La cultura europea di Libero Andreotti: da Rodin a Martin, Firenze, Museo Marino Marini, 12 ottobre 2000 – 13 gennaio 2001

Le stanze dei tesori. Collezionisti e antiquari a Firenze tra Ottocento e Novecento, Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 29 settembre 2011 – 25 aprile 2012

 

Bibliografia

O. Casazza (a cura di), Gipsoteca Libero Andreotti, Firenze 1993, p. 128
Libero Andreotti, catalogo della mostra (Mesola, Castello Estense, Ferrara 1993), Casalecchio di Reno 1993, p.54, fig.26

S. Lucchini, C. Pizzorusso (a cura di), La cultura europea di Libero Andreotti: da Rodin a Martin, catalogo della mostra (Firenze, Museo Marino Marini, Firenze 2000-2001), Cinisello Balsamo 2000, fig.103, p.125

L. Mannini (a cura di), Le stanze dei tesori. Collezionisti e antiquari a Firenze tra Ottocento e Novecento, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Medici Riccardi, Firenze 2011-2012), Firenze 2011

 

La bella scultura di Libero Andreotti che abbiamo il piacere di presentare in catalogo raffigura una giovane donna in piedi con le gambe incrociate colta in un momento di riposo dopo aver posato a terra un grande cesto di frutta. Le pieghe della veste accompagnano le forme del corpo, mentre la mano sinistra, che poggia con grazia sul fianco, tiene nel palmo un frutto. Forte è il legame con i modelli dello scultore francese Émile-Antoine Bourdelle, in particolare con il bronzetto raffigurante La moglie dello scultore, con cui la nostra condivide la costruzione solida della figura e la posizione del braccio destro, leggermente arcuato, tramite il quale la donna scarica il proprio peso sull’oggetto al suo fianco.

Della Venditrice di frutta, il cui gesso si conserva nella Gipsoteca Libero Andreotti di Pescia, sono sinora note quattro fusioni in bronzo, due delle quali curate dall’artista: la prima appartenente alla Collezione Colasanti; la seconda, già parte della raccolta di Ugo Ojetti, è stata di recente acquisita dalla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti assieme a un altro bronzo dell’artista, il Ritratto di Paola Ojetti; La terza, del 1936, fu curata da Lelio Gelli; infine la quarta, curata da Bruno Innocenti ed eseguita nello stesso anno, fu data all’artista Aldo Carpi de’ Resmini dalla sorella Margherita, moglie di Libero Andreotti, e venduta in asta Pandolfini il 12 ottobre 2022 (lotto 326).