IMPORTANTI MAIOLICHE DAL RINASCIMENTO AL SETTECENTO

Firenze, 
gio 26 Ottobre 2023
Asta Live 1252
19

PIATTO DA PARATA, DERUTA, METÀ SECOLO XVI

€ 3.000 / 5.000
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PIATTO DA PARATA, DERUTA, METÀ SECOLO XVI

in maiolica dipinta in policromia, diam. cm 39,8, diam. piede cm 12,8, alt. cm 7,5

 

A CHARGER, DERUTA, HALF 16TH CENTURY

 

Bibliografia di confronto

J. Rasmussen, The Robert Lehman Collection. 10. Italian Majolica, Metropolitan Museum of Art, New York 1989, p.83 n. 49;

F. Busti, G. Cocchi in E. Sannipoli (a cura di), La via della ceramica tra Umbria e Marche: maioliche rinascimentali da collezioni, Gubbio 2010, p. 84, n. 1.13.

 

La forma è quella caratteristica dei piatti da pompa con cavetto profondo e largo, tesa ampia terminante in un orlo rifinito a stecca appena rilevato, piede ad anello rilevato e forato in origine, prima della cottura, per consentirne l’esposizione. Il retro è ricoperto da uno spesso strato di bistro molto chiaro con un sottile velo di vetrina. Il decoro del cavetto mostra un cavaliere che avanza su un destriero impennato sorreggendo una lancia, e attorno un paesaggio collinare, mentre la tesa è ornata con metope interessate da un decoro a girali alternate a embricazioni. Il piatto trova numerosi riscontri, tra cui ricordiamo quelli conservati nel Museo Regionale della ceramica di Deruta, coerenti per decorazione della tesa e per stile pittorico. Tuttavia la semplicità e l’immediatezza del decoro della tesa unite ad una certa rigidezza compositiva non ci permettono una maggiore precisione attributiva, ma ci portano a pensare ad una ripetizione, ormai tradizionale, di motivi più antichi, spostando la datazione in avanti di qualche decennio, verso la metà del secolo. La tesa trova riscontro infatti anche in esemplari più precoci, come il piatto con figura femminile del MET di New York oppure il piatto con cavaliere turco databile al primo ventennio del secolo XVI conservato in collezione privata ed esposto in una mostra a Gubbio, alla cui analisi rimandiamo soprattutto per quanto riguarda la presenza di uno spolvero con figura di cavaliere probabilmente in uso nelle botteghe derutesi.