DIPINTI ANTICHI E OPERE DI ECCEZIONALE INTERESSE STORICO ARTISTICO

Firenze, 
mer 15 Maggio 2024
Asta Live 1284
70

Guido Cagnacci
(Santarcangelo di romagna, 1601 - Venezia, 1663)

Guido Cagnacci

€ 40.000 / 60.000
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Guido Cagnacci

(Sant'Arcangelo di Romagna, 1601 - Vienna, 1663)

SAN SEBASTIANO

olio su tela, cm 98,5x79,5

 

SAINT SEBASTIAN

oil on canvas, cm 98,5x79,5

 

Provenienza

Bologna, Fondantico;

Collezione privata

 

Esposizioni

San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte fra Quattrocento e Seicento. A cura di Vittorio Sgarbi. Pinerolo, 2014-2015.

Quadri da stanza. Dipinti emiliani dal XVI al XIX secolo. Bologna, Fondantico, 8 novembre - 20 dicembre 2014.

 

Bibliografia

San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte fra Quattrocento e Seicento. Catalogo della mostra, Milano 2014, pp. 108-109.

D. Benati, in Quadri da stanza. Dipinti emiliani dal XVI al XIX secolo. Catalogo della mostra. Bologna 2014, pp. 54-58, n. 11.

 

Opera dichiarata di interesse particolarmente importante dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il 13/5/2020, n. 640/2020.

The Italian Soprintendenza considers this lot to be a work of national importance and requires it to remain in Italy; it cannot therfore be exported from Italy.

 

Riconosciuto da Daniele Benati quale capolavoro giovanile di Guido Cagnacci, il dipinto fu presentato, quasi in simultanea, alla mostra di Pinerolo intitolata al giovane martire cristiano e a quella di Bologna, più specificamente dedicata ai quadri “da stanza” ovvero eseguiti per raffinati collezionisti privati da pittori emiliani o attivi nella regione.

A tale proposito, Benati sottolineava come il dipinto qui in esame costituisse una vera e propria novità per il giovane Cagnacci, attivo in un primo tempo solo per le chiese e le confraternite della Romagna con pale d’altare tra cui, per la presenza dello stesso santo, lo studioso citava in particolare quella in San Rocco a Montegridolfo.

Ne veniva suggerita una data intorno al 1625, al termine dei viaggi di formazione giovanile, a Bologna dal 1618, e a Roma dal 1621 al 1622 ma prima della Processione del Sacramento di Saludecio, del 1627.

Più recentemente è intervenuta sulla questione Sonia Amadio, in occasione del vincolo che nel 2020 ha riconosciuto l’importanza del dipinto per la storia del patrimonio artistico nazionale.

La studiosa ha proposto infatti di ritardare l’esecuzione del nostro San Sebastiano alla fine del periodo trascorso a Forlì nei primi anni Quaranta, se non addirittura nei primi anni veneziani, alla fine del quinto decennio.

È appunto durante il periodo veneziano che il Cagnacci, in contiguità con Pietro Liberi, si dedica con maggior successo e continuità ai quadri “da stanza” tutti segnati dal raffinato erotismo che costituisce la sua cifra.

Particolarmente apprezzati, allora come adesso, dal collezionismo d’oltralpe, i suoi capolavori sono oggi prevalentemente conservati in collezioni pubbliche e private internazionali. Da qui, anche, l’interesse e la rarità del dipinto qui offerto.