DIPINTI ANTICHI E OPERE DI ECCEZIONALE INTERESSE STORICO ARTISTICO

Firenze, 
mer 15 Maggio 2024
Asta Live 1284
15

Baccio Del Bianco
(Firenze, 1604 - Madrid, 1656)

Baccio del Bianco

€ 50.000 / 80.000
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Baccio del Bianco

(Firenze, 1604 - Madrid, 1657)

BALLERINI IN UNA GALLERIA

olio su tela, cm 80x126

al retro della tela, non originale, scritta a vernice nera "Jacobus Callot"

 

DANCERS IN A GALLERY

oil on canvas, cm 80x126

on the reverse, inscript in a black varnish "Jacobus Callot"

 

Bibliografia

M. Gregori, Baccio del Bianco tra Firenze e Madrid, in “Paragone”, LX, 2009, 86 (713), pp. 24-26, tav. 8.

Architetto militare, pittore e scenografo, Baccio del Bianco fu legato al mondo del teatro, che lo vide protagonista a Firenze a partire dalla fine degli anni Venti, anche come musicista e cantore. Così infatti Filippo Baldinucci, che lo ricorda altresì come autore “di abiti capricciosi per commedie, balletti, giostre … le quali invenzioni disegnava di penna, e acquarelli coloriti, con gran facilità e bizzarria…”.

Se quest’aspetto dell’attività dell’artista fiorentino è documentata dalla ricchissima produzione grafica conservata in tutte le principali raccolte pubbliche, a cominciare dal Gabinetto dei Disegni degli Uffizi e dal British Museum, che conserva un volume di suoi costumi teatrali, più rara e sfuggente è la sua produzione pittorica, essenzialmente documentata in casa Buonarroti a Firenze.

Preziosa è dunque l’aggiunta al suo esiguo catalogo della tela qui in esame, restituitagli da Mina Gregori grazie ai confronti con disegni colorati di Baccio del Bianco ispirati a Jacques Callot in cui compaiono figure danzanti molto vicine alle nostre (Firenze, Biblioteca Nazionale, Cod. Magl.Cl. XVIII, Cod. 6; Gregori 2009, fig. 9).

Le ritroviamo infatti in un’incisione di Jacques Callot (il cui nome compare, non a caso, nella scritta di collezione al retro della tela) che illustra la “Guerra d’Amore, festa del Ser.mo Granduca di Toscana fatta l’anno 1615”.

Il mondo del teatro è poi richiamato dalla prospettiva architettonica, una lunga galleria con un tempietto sullo sfondo, sorta di palcoscenico per la danza sfrenata delle maschere. Vi assistono ai lati tre giovani cavalieri all’ultima moda, questi ultimi invenzione originale di Baccio del Bianco a prescindere dai modelli callottiani parzialmente riconoscibili nelle figure danzanti.