I vasi da farmacia posseggono un’aura e una positiva carica simbolica, trasmessa dal potere salvifico del medicinale che erano destinati a contenere.

Questo scriveva Grazia Biscontini Ugolini nel 1997, presentando i vasi della Collezione Bayer, con l’intento ben riuscito di trasmettere l’importanza di questi manufatti ceramici, che fin dal XIV secolo hanno svolto un ruolo fondamentale nel lavoro dell’apotecario prima e del farmacista poi, sempre alla ricerca del modo più sicuro e durevole possibile per conservare le sostanze medicamentose. E se il fine era unico e comune, diverse furono invece le forme e le dimensioni dei contenitori farmaceutici, tra i quali l’albarello è certo il più noto, unica tipologia di vaso concepito esclusivamente per uso apotecario, prodotto in Oriente fin dal XII secolo e importato in Italia verso la fine del secolo successivo.
La collezione che qui presentiamo è dedicata proprio ai vasi da farmacia (albarelli appunto, orcioli, bottiglie, bocce e pillolieri), messa insieme con la ricerca e l’impegno di una vita da un appassionato, impegnato in acquisizioni in occasione di mostre, di aste, di scambi tra collezionisti.
Partendo da un importante esemplare quattrocentesco, realizzato a Deruta e caratterizzato dal decoro a lustro metallico, sarà possibile seguire la trasformazione del mondo farmaceutico e contemporaneamente del gusto e del costume, grazie a circa centocinquanta vasi realizzati nell’arco di cinque secoli, quasi esclusivamente in Italia, tutti nati per facilitare il lavoro dei farmacisti.



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Alberto Vianello

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Esperta Milano