PIATTO DA PARATA, TOSCANA, FINE SECOLO XVI
in terracotta ingobbiata e graffita a fondo ribassato, dipinta in azzurro, verde e giallo, cavetto profondo poggiante su piede ad anello con larga tesa appena obliqua, orlo arrotondato. Al centro del cavetto uno stemma nobiliare (ovale troncato da una fascia con tre lune calanti e in capo e in punta una stella) realizzato a graffito e inserito in un cerchio chiuso da un motivo a corda; intorno una fitta decorazione vegetale, mentre la tesa mostra il motivo denominato da Galeazzo Cora “a pinza di gambero”, tipica della produzione tardo medievale toscana. Sul verso una fitta decorazione interessa la superficie del piatto, graffita su un ingobbio e uno smalto color crema. La ceramica ingobbiata raggiunge il suo apice produttivo nella Toscana dalla metà del Cinquecento e per tutto il XVII secolo e si sviluppa in diversi centri produttivi, alcuni dei quali, come Castelfiorentino, di recente identificazione, altri, come le produzioni pisane, conosciute e indagate grazie agli studi di Graziella Berti. Sul retro vecchia etichetta di collezione con numero 14759 in inchiostro scuro; diam. cm 38,8, diam. piede cm 16,4, alt. cm 7,2
A CHARGER, TUSCAN, LATE 16TH CENTURY
Bibliografia di confronto
G. Berti, Ingobbiate e graffite di area pisana. Fine XVI - XVII secolo. Atti Convegno Internazionale della Ceramica, XXVII, 1994, pp. 355-392;
A. Moore Valeri, Ceramiche Rinascimentali di Castelfiorentino. L’ingobbiata e graffita in Toscana, Firenze 2004, pp. 45-66