ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA E OPERE DALLA RACCOLTA DI ANTONIO PAOLUCCI

lun 24 Marzo - mar 1 Aprile 2025
Asta online 1372
21

Giuseppe Salvatori ©  
(Roma, 1955)

GIUSEPPE SALVATORI

€ 600 / 1.000
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GIUSEPPE SALVATORI

(Roma 1955)

Senza titolo

1991

tempera su cartone temperato

cm 100x70

 

L'opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall'artista.

 

Provenienza

Galleria Santo Ficara, Firenze

Collezione privata

 

Bibliografia

FlashArt, 139, (ill.)

 

"Giuseppe Salvatori abita straordinarie regioni popolate da esseri meravigliosi. Così le superfici dei lavori esposti in questa sua preziosa mostra fiorentina, sono cromie intense, squillanti o cupe, dove sagome di fiori, animali, oggetti, si compongono o si allontanano come guidate da flussi straordinari. Ecco un animaletto oltrepassare l'ingresso con tutto lo slancio della sua più allegra vivacità, ma non appena è sul perimetro interno un lieve scatto richiude la porta, e benché non patisca alcun male e sia ancora libero, perché lo spazio è grande, il suo saltellio si interrompe di colpo ed esso è come paralizzato, colpito dalla certezza di essere catturato. Allora sono verdi abbaglianti ad ospitare la sagoma di un fagiano che si allontana lungo il margine di questa artificiosa radura oppure i blu oltremare a popolarsi di decori bellissimi.

Poi nella contrapposizione del bianco e del nero si dispiega una grande opera popolata di ogni tipo d'insetto. Insetti disposti ordinatamente quasi a formare un tessuto.Salvatori mi ha detto che aveva in mente un'idea di questo lavoro da parecchio tempo, ma non c'era mai stata l'occasione giusta per realizzarla. L'invito a questa mostra a Firenze gli aveva offerto lo spunto per concretizzare questa suggestione. A guardarlo intensamente, pure in questa sua ostentata e rigorosa geometria nella disposizione delle sagome, ci sembra di sentire l'intenso vivere di questi animaletti. E quest'opera bellissima e misteriosa tocca tutte le corde di quel suo mondo poetico a spirale, di quell'inquieta passione che lo immerge completamente, come pochi altri, in ogni più piccola parte della sua opera."

 

Maria Luisa Frisa sulla rivista FlashArt, sezione Recensioni