ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA E OPERE DALLA RACCOLTA DI ANTONIO PAOLUCCI

lun 24 Marzo - mar 1 Aprile 2025
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Shu Takahashi
(Hiroshima, 1930)

SHU TAKAHASHI

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SHU TAKAHASHI

(Hiroshima 1930)

Principio del vortice

1987

acquatinta su rame

cm 60x90 su carta Fabriano cm 87,5x117 con collage di carta japon

firmato e numerato a matita

esemplare 43/60

Vigna Antoniniana Stamperia d'arte, Roma

2RC Edizioni d'arte e M. Gallery

 

Provenienza

2RC, Roma 1990 (ivi acquistata dall'attuale proprietà)

 

Bibliografia

Shu Takahashi / Acquetinte 1987, 2RC Edizioni d'Arte, ill.

V. Sheiwiller, Soffia il vento d'oriente in Taccuino - IlSole24Ore n.136, 20 maggio 1990, p. 28 (ill.)

 

"Fino al 30 maggio 1990, alla Galleria 2RC (Via Marco de Marchi 1, Milano) mostra di acquetinte 1987 del giapponese Shu Takahashi. E come dire che a Milano c'è una salutare ventata di tecnica grafica e poesia orientale, anzi, con le parole di Leonardo da Vinci riprese dal poeta Emilio Villa per presentare l'artista giapponese: «il vento d'oriente che scorrerà in ponente». Dove la bravura tecnica si unisce alla poesia, allo spirito zen, alla calligrafia giapponese: «La realizzazio-

ne delle mie opere - comprese quelle tridimensionali - inizia col buttare giù una quantità di appunti, di schizzi, eseguiti in completa libertà. Sono cose depositate nel profondo di me stesso, ancora senza una precisa forma, ricordi appena affiorati alla coscienza».

 

Tra le opere esposte, superba la serie di quattro incisioni, Mito del Giappone, acquetinte su rame stampate a due colori e di gran formato (60x90 cm) su carta Fabriano (87,5x117 cm) con  collage di carta japan, 60 esempalri più 7 prove d'artista la tiratura.

 

Conosco e ammiro Shu Takahashi fin dagli anni 60, quando l'artista, nato nel 1930 a Hiroshima, nel '63 si trasferisce in Italia, prima a Roma e dall'81 ad Ardea. Ho un bel ricordo delle sue e in maggio, sempre in mostre al Cavallino di Cardazzo a Venezia, all'Ariete di Beatrice Monti a Milano, all'obelisco di Gasparo Dal Corso e Irene Brin a Roma.

Nel '76 partecipa alla Biennale di Venezia (operazione Arcevia); nell'81 due grandi mostre in Giappone dove installa pure le sue grandi sculture in spazi pubblici. Nell'88 vince il Gran Premio Nipponico per l'Arte e in maggio, sempre in Giappone, a Kyoto, gli sarà dedicata una grande esposizione.

 

Importante, mi pare, per la sua produzione grafica, che io prediligo, l'incontro con un editore-stampatore del calibro di Valter Rossi, proprietario della stamperia Antoniana a Roma. Negli ultimi anni Takahashi aveva aggiunto interventi fatti con pennello che richiamano l'arte della calligrafia giapponese su schizzi e appunti buttati giù, come lui stesso ha scritto, «in completa libertà», e il suo amico editore-stampa- tore gli aveva proposto di utilizzare questa idea grafica e precisamente in ac-quatinta. Così è nata questa splendida mostra grafica, in coedizione con il suo gallerista giapponese: «Posso dire che tutto il lavoro di equipe svolto in stamperia sia stata un'esperienza fondamentale per il mio futuro lavoro grafico». La suggestione dell'arte orientale, della «grande pittura senza immagini»: pura arte astratta, coloratissima e gioiosa.

 

Per chi voglia saperne di più, rimando al saggio di Emilio Villa, Shu Takahashi: tanto intelligente e colto quanto difficilissimo.

Bonzai."

 

Vanni Sheiwiller