Important Old Master Paintings

tue 17 November 2015
Live auction 73
202

Pittore fiorentino, fine sec. XVI

€ 15.000 / 20.000
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Pittore fiorentino, fine sec. XVI

MINERVA E LE MUSE SUL MONTE ELICONA

olio su tavola parchettata, cm 71x44 entro antica cornice laccata e dorata

sul retro vecchia etichetta iscritta "Monte dei Paschi di Siena" ed altre due etichette, di cui una iscritta "n.73. Zucchi / Concerto di Muse"

 

Provenienza

collezione privata, Firenze

 

La tavola qui presentata raffigura la visita di Minerva alle nove Muse sul monte Elicona,

narrata da Ovidio nel libro V delle Metamorfosi: “Alle mie orecchie è giunta notizia di una nuova

fonte, fatta scaturire dal duro zoccolo di Pegaso. Per questo sono qui: volevo visitare questa

meraviglia, perché ho visto nascere il cavallo alato dal sangue di Medusa”. Minerva viene infatti

rappresentata al cospetto delle Muse mentre una di esse le racconta della gara canora tra le

dee e le Pieridi, figlie del macedone Pierio, che osarono sfidare le Muse nel canto.

Il dipinto, proveniente da una collezione privata fiorentina, fu acquistato negli anni Settanta

dagli eredi con un riferimento di attribuzione al pittore tedesco Hans Rottenhammer (Monaco

di Baviera 1564-Augusta 1625) che fu attivo in Italia fino al 1606, sia a Roma che a Venezia,

e che ricevette importanti commissioni per la corte rudolfina. Benchè il soggetto di Minerva

e le Muse sul monte Elicona fu più volte affrontato da pittori fiamminghi, tra cui lo stesso

Rottenhammer, il nostro dipinto sembrerebbe tuttavia meglio riconducibile all’ambiente di

Jacopo Zucchi (Firenze 1541 circa-Roma1596), nella cui direzione ci porterebbero anche le

iscrizioni riportate sul retro della tavola.

Jacopo Zucchi, che fu allievo e collaboratore di Giorgio Vasari, partecipò alla decorazione

del Salone dei Cinquecento e dello Studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio a Firenze e nel

1572 si stabilì a Roma dove fu accolto alla corte di Ferdinando I de Medici e si occupò della

decorazione della Villa Medici al Pincio acquistata da Ferdinando de Medici nel 1576, dove

affrescò sotto la guida dell’umanista Pietro Angeli, il soffitto della Sala degli Elementi, la Stanza

degli uccelli e il soffitto della Sala delle Muse, e per lo studiolo in noce del cardinale realizzò

anche numerosi quadretti di soggetto allegorico, su tavola o su rame, che costituiscono

la parte più suggestiva della sua produzione. Il nostro dipinto potrebbe quindi rientrare in

questa produzione di quadretti di piccolo formato realizzati da Zucchi a soggetto mitologico

e allegorico. Si tratta tuttavia di un’ipotesi che necessiterebbe di ulteriori approfondimenti.

In effetti il dipinto mostra corrispondenze stilistiche ma anche taluni caratteri non del tutto

affini con le opere di questo artista.