Modern and Contemporary Art

Milan, 
mon 3 December 2018
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115

GIORGIO DE CHIRICO

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GIORGIO DE CHIRICO

(Volos 1888 - Roma 1978)

Trophée

olio su tela, cm 48x113

firmato in basso a destra G. de Chirico

eseguito nel 1928-1929

 

Trophée

oil on canvas, cm 48x113

signed lower right G. de Chirico

executed in 1928-1929

 

Provenienza

Collezione Léonce Rosenberg, Parigi, n. 1381

Collezione Francis Picabia, Parigi

Galleria Annunciata, Milano, n. 2040

Galleria Farsetti, Prato

Collezione privata

 

Esposizioni

Cortina D’Ampezzo, Galleria d’Arte Moderna Farsetti, Giorgio de Chirico, a cura di P.Pacini, 26 dicembre 1981 – 8 gennaio 1982 ( poi Prato, Galleria d’Arte Moderna Farsetti

16-30 gennaio 1982), catalogo unico, tav. VIII (Trofei, 1927)

Milano, Galleria Philippe Daverio, Giorgio de Chirico – Parigi 1924 – 1930, 1 giugno – 20 luglio 1982, schede a cura di M.Fagiolo dell’Arco, ( p.14), ripr. (Fregio con trofei)

Verona, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti e Galleria dello Scudo, de Chirico, gli anni Venti, a cura di M. Fagiolo dell’Arco,

14 dicembre 1986 – 31 gennaio 1987, prorogata al 16 febbraio 1987, catalogo, pp. 172-173, ripr. (Trofeo) ( poi Milano, Palazzo reale, 7 marzo – 18 aprile 1987, catalogo,

pp. 172-173, ripr. (Trofeo).

Varese, Biumo Superiore, Villa Panza, Giorgio de Chirico, Gladiatori 1927-1929, a cura di p. Baldacci, 4 ottobre – 14 dicembre 2003, catalogo, testi di P. Baldacci, F. Ravera,

G. Roos e C. Sisi, p. 98, n.XXI, p. 99, ripr. E p. 127, n. 49 ( Trophée II, datato 1928)

Parigi, Galeries nationales du Grand Palais, Italia nova. Une aventure de l’art italien 1900-1950, a cura di G. Belli, con la partecipazione di G. Covel, 5 aprile – 3 luglio 2006,

 catalogo, testi di A. A.V.V., pp. 240-241, n. 81 e p. 242 ripr.

 

Bibliografia

E. Camesasca – U. Galetti, Enciclopedia della pittura italiana, Garzanti, Milano, 1951, 3 voll., vol.I, p. 791 (Il trofeo)

Giorgio de Chirico, Parigi 1924 -1929, dalla nascita del Surrealismo al crollo di Wall Street, a cura di M. Fagiolo dell’Arco e p. Baldacci, Edizioni Philippe Daverio,

Milano, 1982 ( II ed. 1983), pp. 444 – 445, tav. XXXV e p. 542, n. 221 ( Trophée)

C. Derout, Un problème du baroque italien à Paris, in Giorgio de Chirico, a cura di J. Clair, W. Rubin e W. Schmied, catalogo della mostra, Haus der Kunst,

Monaco di Baviera, 17 novembre 1982 – 30 gennaio 1983, p. 119, n. 20 ripr.

J. Clair, Giorgio de Chirico: the Terror of History, in “ Flash Art International”, Milano, n. 111, marzo 1983, p. 12 , ripr.

C. Bruni Sakraischik, Catalogo generale Giorgio de Chirico, Vol. I-IV, con la collaborazione di G. de Chirico e I. Far e con la consulenza speciale di G. Briganti, Electa,

Milano, 1971-1976 / vol. VII, con la consulenza speciale di G. Briganti ( per le opere dal 1908 al 1918) e W. Schmied, Electa, Milano, 1983 7 vol. VIII, comitato di consulenza

 I. de Chirico, W. Schmied e A. Vastano, Electa, Milano, 1987; vol. VII, tomo I, n. 437 ( Trofei, dat. 1928)

M. Fagiolo dell’Arco,  Casa Rosenberg, in Les Italiens de Paris. De Chirico e gli altri a Parigi 1930, a cura di

Maurizio Fagiolo Dell’Arco, in vollaborazione con C. Gian Ferrari, catalogo della mostra, Palazzo Martinengo,

Brescia, 18 luglio – 22 novembre 1998, p. 103 n.c. ripr.

 

Dipinto tra il 1928 ed il 1929, il quadro doveva far parte evidentemente della sala per Casa Rosenberg (il formato è da sovrapporta). In data imprecisata il quadro passa a Francis Picabia, che nel 1944 lo vende tramite una casa d’aste di New York. Riapparirà in  Italia,

negli anni Sessanta. Gli elementi enucleati dal tema dei gladiatori sono una corazza, un elmo e varie armi ambientate nella stanza, dal soffitto basso. Esiste un altro quadro (come questo

registrato nella fototeca di Rosenberg) in cui elementi simili si collegano all’idea del “ trofeo”

sviluppata nel 1926 in sei quadri di alta eccitazione pittorica.

I trofei sono in genere un agglomerato di forme dissonanti del tipo “interno metafisico”. Statue e cavalli, elmi achei e mani tese nel gesto dello scongiuro, drappi e frontoni, ….montaggio e smontaggio, senso aprotopaico e anticubismo. E’ un po’ il ritorno al Grande metafisico  della fine dell’epoca di Ferrara:un totem. Apparentemente privo di senso riesce a coagulare antico e moderno, in una consacrazione che somiglia a un manichino.

Dall’insieme di oggetti nasce un soggetto che è segno di assenza. E' curioso come, alla fine del 1929, de Chirico arrivi a fondere gladiatori e trofei in un tema unico: un agglomerato di nudi e modellini architettonici, cavalli finti e vere fiamme, busti giganteschi e corazze vuote, Nei Costruttori di trofei si alternano infanzia e Gioco, con una serie di camere popolate come isole, e così esplicate in Hebdomeros: “ Ebdomero si recava in quella città costruita come una cittadella (…) e vi trovava sempre gli stessi uomini dalle proporzioni giuste, perfettamente sani di corpo e di spirito ed applicati alla loro occupazione prediletta: “ la costruzione dei trofei”, così sorgevano in mezzo alle camere e ai salotti quelle impalcature curiose, severe e divertenti nel tempo stesso”.

(Fagiolo dell’Arco, dal catalogo della mostra de Chirico, gli anni Venti, Verona e Milano, 1986-1987, p. 172)

 

L'opera è stata richiesta per il prestito, per la mostra antologia, a cura di Luca Massimo Barbero, de Chirico, 25 settembre 2019 - 19 gennaio 2020, Palazzo Reale, Milano