ARCADE | Silver, books, porcelain and maiolica

thu 30 - fri 31 May 2019
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154

D’ANNUNZIO, Gabriele (1863-1938). Tre lettere autografe inviate all’architetto Gian Carlo Moroni (1893-1952), all’epoca direttore dei lavori al Vittoriale. La prima, di 3 pagine in 4to, a matita, datata 13.V.1931; la seconda di 2 pagine in 4to, a penna, su carta intestata “HIC MANEBIMUS OPTIME”, datata “6.VI.1931”; la terza di 6 pagine in 4to, datata 30.VII.1931. Tutte firmate “Gabriel”. Con una busta con su scritto a pastelli rosso e azzurro “a Gian Carlo Moroni / Mezzanotte”.

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D’ANNUNZIO, Gabriele (1863-1938). Tre lettere autografe inviate all’architetto Gian Carlo Moroni (1893-1952), all’epoca direttore dei lavori al Vittoriale. La prima, di 3 pagine in 4to, a matita, datata 13.V.1931; la seconda di 2 pagine in 4to, a penna, su carta intestata “HIC MANEBIMUS OPTIME”, datata “6.VI.1931”; la terza di 6 pagine in 4to, datata 30.VII.1931. Tutte firmate “Gabriel”. Con una busta con su scritto a pastelli rosso e azzurro “a Gian Carlo Moroni / Mezzanotte”.

                     Bell’insieme di lettere dannunziane, in tutto 11 pagine scritte, in cui il Vate racconta con tipica verve seccature varie al suo amico architetto, e gli dà istruzioni. Nella prima, ad esempio, scrive: “alla mia miserie si aggiunge da alcuni giorni l’invasione delle formiche, detestate perfino da San Francesco! Non dormo più, non ho più pace … Ti prego di dare istruzioni perché il lavoro … sia fatto con diligenza e mi offra conforto.” Nella seconda, lamenta poca disponibilità economica: “Quel che ho non basta neppure per le spese interne della mia casa. Ti mando diecimila lire, non senza disagio. E mi propongo di rifiutare il concordato, e di vivere alla ventura: che è nel mio istinto e nella mia consuetudine.” Nella terza, dopo aver accennato ad un imminente taglio di capelli (“Ho già fissato il parrucchiere per tagliare i miei capelli di Assalonne, o forse di Sansone tuttora immuni dalle cesoie di Dalila”), fornisce al Moroni istruzioni precise in merito ai lavori architettonici da condurre al Vittoriale: “Desidero avere là un bagno di gran lusso in contrasto con questa vecchia casa traballante. Porremo là il mio bagno bianco … Bisogna che l’Eremo abbia una cucina solenne, poiché tutti gli Eremi sono abitati da ghiotti solitari e protetti dalla boccuta iddia Gozzoviglia.”

(11 pagine e 1 busta)

 

Three autograph letters (11 pages) sent by D’Annunzio to his architect friend Gian Carlo Moroni, who was supervising works at the Vittoriale. D’Annunzio tells with typical verve various nuisances to Moroni, and gives him instructions.