ARCADE | 15th to 20th century paintings

Florence, 
wed 2 October 2019
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92

Giovanni Domenico Lombardi detto l'Omino

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Giovanni Domenico Lombardi detto l'Omino

(Lucca 1682-1751)

MADONNA DEL ROSARIO CON IL BAMBINO TRA SAN DOMENICO DA GUZMAN E SANTA CATERINA DA SIENA

olio su tela, cm 100x84

monogrammato "GDL" in basso a sinistra

 

MADONNA OF ROSARY WITH CHILD BETWEEN  SAINT DOMINIC AND SAINT CATHERINE OF SIENA

oil on canvas, cm 100x84

monogrammed "GDL"  lower left

 

Il dipinto è corredato dalla scheda di Franco Moro, datata 12 febbraio 2018 di cui riportiamo un estratto:

 

"L’inedita pala di formato ridotto, riscoperta recentemente, si riconduce al catalogo dello stravagante maestro, protagonista della pittura lucchese della prima metà del Settecento, più noto e apprezzato per la simpatica espressività delle sue scene di genere.

Va certamente assegnata a lui in considerazione dei caratteristici aspetti stilistici che contraddistinguono il pittore e del piccolo monogramma a caratteri corsivi con le sue iniziali intrecciate fra loro che si legge in basso a sinistra.

La tela qui presentata per la prima volta appartiene agli anni giovanili del pittore e per le dimensioni si può pensare sia stata commissionata per la cappella privata di un palazzo o piuttosto per quella di un monastero domenicano, considerato l’ordine di appartenenza dei due santi presenti all’incontro con la Vergine; in realtà a Lucca esisteva effettivamente un convento di Monache di Santa Caterina da Siena del III° ordine di San Domenico (terziarie domenicane), fondato nel 1575. A partire dal 1663 iniziarono i lavori di demolizione ed innalzamento del nuovo monastero che prevedeva la costruzione di un unico edificio a forma di elle con quattro piani in elevazione e, nell’angolo sud-ovest dell’isolato della fabbrica, di una nuova chiesa. L’edificio subì una radicale ristrutturazione a partire dagli inizi del 1738, coinvolgendo la demolizione dell’originaria chiesa delle suore di Santa Caterina per ricostruirne una nuova su disegno del nobile architetto lucchese Francesco Pini, allievo dello Juvarra, consacrata il 19 maggio 1748 e dedicata nuovamente a Santa Caterina da Siena. La parte del convento affacciata su via del Crocifisso venne demolita e la restante parte su via Vittorio Emanuele II trasformata in appartamenti, rimanendo la Chiesa negli ultimi decenni abbandonata fino al recente restauro. E’ ragionevole quindi pensare che, viste le vicende che coinvolsero la chiesa e il monastero nei primi decenni del Settecento, la paletta venisse in seguito venduta per perderne le tracce fino ad oggi."