FURNITURE, PAINTINGS AND SCULPTURES: RESEARCH AND PASSION IN A FLORENTINE COLLECTION

Florence, 
wed 16 October 2019
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TAVOLINO CIRCOLARE, PIETRO BAZZANTI E FIGLIO, FIRENZE, 1871

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TAVOLINO CIRCOLARE, PIETRO BAZZANTI E FIGLIO, FIRENZE, 1871

in legno ebanizzato e dorato, piano di forma circolare in marmo nero intarsiato in pietre dure a raffigurare vaso di fiori, inquadrato da cornice a ovoli e sotteso da fascia a unghiature alternate, in corrispondenza delle gambe, a riserve quadrate a centrare un fiore da cui pende un decoro fogliaceo, tre sostegni torniti scanalati e impreziositi da decori fogliacei poggianti su base tripode intagliata a palmette e terminante in piedini fogliacei con finale a ricciolo. Sul retro del piano iscrizione incisa Peter Bazzanti and Son Florence 1871; alt. cm 80, diam. cm 66

 

A CIRCULAR FLORENTINE TABLE, PETER BAZZANTI AND SON, 1871

 

Bibliografia di confronto

A. M. Massinelli, Pittura di Pietra. Il Mosaico Fiorentino contemporaneo, Firenze 2014, pp. 35-36

 

Fondata a Firenze nel 1822, la Galleria d'Arte Pietro Bazzanti e Figlio era specializzata in modo particolare nella riproduzione di sculture antiche, molte delle quali si possono ancora oggi ammirare nel cimitero degli Inglesi a Firenze, unitamente alla realizzazione di opere in mosaico: una produzione volta in particolare a soddisfare viaggiatori stranieri desiderosi di portarsi a casa repliche perfette dei capolavori visti durante il loro soggiorno italiano. Presenti all'Esposizione Nazionale di Firenze del 1861 tra i “Negozianti di Belle Arti”, Pietro e il figlio Niccolò seppero creare una formula vincente la cui fortuna non si esaurì al solo territorio fiorentino, dove la Galleria ancora oggi mantiene la sua sede in Palazzo Corsini, ma riuscì ad avere una risonanza europea, al punto che la firma stessa della bottega si ritrova spesso tradotta in inglese, come nel nostro caso, e in francese: una dimostrazione del successo internazionale di un marchio che sopravvisse anche dopo la scomparsa dei fondatori, continuando ad essere presente alle Esposizioni Universali fino ai primi anni del Novecento.