wed 18 December 2019
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TESTA RITRATTO DI DAMA

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TESTA RITRATTO DI DAMA

ROMA, ETÀ ADRIANEA - ANTONINA, 130-150 d.C.

 

Testa ritratto in marmo bianco a grana fine, probabilmente lunense, che presenta nel suo tratto inferiore un incasso lavorato a subbia per l’inserzione in una statua. La testa ritrae una giovane donna con uno sguardo pensoso e il volto lievemente inclinato da destra. La struttura del volto, ovale, è contraddistinta da grandi occhi con pupille e iridi incisi, naso diritto, bocca piccola con labbro inferiore carnoso. Le sopracciglia consistono in uno sfumato passaggio di piani. Particolarmente elaborata è l’acconciatura: sulla fronte è organizzata in ciocche con un motivo a guilloche, cinque per parte (a partire dall’asse di simmetria della testa). Sulla sommità del capo si dispone invece un turbante di capelli composto da tre trecce che si intersecano davanti e che sul retro si annodano su altre due ciocche poste sulla nuca. Le trecce presentano al loro interno un motivo a zig-zag. Due sottili riccioli ricadono, con studiata trascuratezza, davanti alle orecchie. H. totale 42 cm; h. testa - collo 33 cm.

La testa, probabilmente destinata ad essere inserita in una statua onoraria di dimensioni più grandi del vero, ritrae una giovane dama dell’alta società romana. Sulla base dei confronti delle modalità nella resa della capigliatura, il ritratto può essere ascritto alla fase finale dell’impero di Adriano (117-138 d.C.) o all’inizio di quello del suo successore Antonino Pio (138-161 d.C.). Le acconciature delle consorti e delle consanguinee di questi imperatori stabilivano infatti canoni di moda adottati in tutto l’impero. In particolare questo ritratto presenta punti di contatto con l’acconciatura di Matidia Minore, sorella della moglie di Adriano e con quella di Faustina Maggiore, moglie di Antonino Pio (resa appiattita dei capelli sulla fronte).

Un buon confronto per la capigliatura e per le modalità di ricezione dei modelli di corte nella ritrattistica privata è costituto da una testa ritratto al Museo Civico di Padova (inv. 131722), su cui F. Ghedini, Sculture greche e romane del Museo Civico di Padova, Roma 1980, pp. 54-56, n. 20.

 

Provenienza

Collezione privata (anni ’50 - ’60)

Collezione privata

 

La Soprintendenza di Firenze ha intenzione di dichiarare l’interesse archeologico particolarmente importante di questo lotto