FROM THE RENAISSANCE TO THE EARLY 20TH CENTURY. AN ITINERARY THROUGH FIVE CENTURIES OF PAINTING

Florence, 
tue 2 February 2021
Live auction 1012
12

Jan Weenix

€ 20.000 / 30.000
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Jan Weenix

(Amsterdam, 1642 – 1719)

NATURA MORTA CON CIGNO, CANE E VOLATILI

olio su tela, cm 165x159

 

Amsterdam, 1642 – 1719

STILL LIFE WITH SWAN, DOG AND BIRDS

oil on canvas, cm 165x159

 

Sebbene privo di firma e apparentemente non documentato, il dipinto qui offerto appare riconducibile al ricco catalogo di Jan Weenix, attivo a Utrecht e ad Amsterdam dove, a partire dal 1675, riscosse enorme successo nei diversi generi sperimentati, imponendosi principalmente come autore di nature morte di caccia.

Estremamente versatile e pronto ad adattarsi alle richieste del mercato, Jan Weenix coltivò solo per breve tempo il paesismo italianizzante – genere praticato con successo dal padre Jan Baptist – dedicandosi invece alla pittura di fiori, di ritratto e di caccia.

Si deve anzi a lui l’invenzione – o quanto meno la diffusione su larga scala – di un genere che ambienta animali vivi e morti sullo sfondo di parchi ornati da sculture classicheggianti e talvolta arricchiti da piccole figure quando non da ritratti di ampie proporzioni. Pensate per idealizzare la pratica della caccia come occupazione tipica della aristocrazia e quindi per decorare in maniera permanente le residenze delle più importanti famiglie della città, le sue tele assunsero talvolta notevolissime proporzioni, come nel caso del ciclo di scene con cacciagione nel paesaggio eseguite nel 1697 per il mercante portoghese Jacob Henriques de Granada, che le collocò nella sua nuova casa sullo Herengracht.

I motivi presenti nel nostro dipinto, caratterizzato dalle ali candide del cigno che ricade sul terreno in morbide curve, sono presenti in numerose tele che dai primi anni del Settecento si scalano fino al 1716, data iscritta sul bellissimo dipinto nel Museum Boijmans Van Beuningen a Rotterdam.

Più vicino al nostro, in una certa essenzialità compositiva, il dipinto non datato ma verosimilmente eseguito intorno al 1697 nel Rijksmuseum di Amsterdam, in cui la selvaggina di piuma è valorizzata da pochi elementi architettonici di grandi proporzioni e privi di decorazione. Da notare, nel nostro dipinto, il gusto per il trompe l’oeil che finge sapientemente una mancanza nel gradino di marmo in primo piano.